Crisi della giustizia a Pescara. Alessandrini (PD) incontra in assemblea gli avvocati

“Mai c’è stata una mobilitazione così imponente di avvocati e operatori della giustizia. È la prova che i problemi della giustizia sono immensi, quotidiani, massacranti: e il governo non ne conosce neppure l’ombra”.

Lo afferma Marco Alessandrini, responsabile giustizia del Pd abruzzese, che oggi ha partecipato all’affollata assemblea di avvocati tenutasi nel tribunale di Pescara, convocata dopo il grido d’allarme lanciato ieri dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Pescara, Lucio Stenio De Benedictis sul grave stato di salute giustizia a Pescara, che rischia la paralisi.

“Mentre il governo è impegnato ad accorciare i processi al premier ed a separare le carriere dei magistrati, la giustizia sta scoppiando – dice Alessandrini – e Pescara è una delle situazioni più allarmanti. Manca personale amministrativo, mancano i giudici, non c’è informatizzazione: lavorare in queste condizioni sta diventando insopportabile”. Da qui una serie di proposte che il Pd abruzzese è pronto a lanciare: «Occorre individuare figure nuove come l’ausiliare del giudice – dice il responsabile giustizia del Pd – e pensare ad una riallocazione strategica delle risorse. Va ripensato il modello di presenza sul territorio, perché alcune sedi minori in queste condizioni sono del tutto impossibilitate a lavorare. E si può pensare anche a prevedere per i praticanti legali un periodo di affiancamento ai giudici: così si capirebbe al meglio il funzionamento della giustizia e si aiuterebbe la magistratura a smaltire l’enorme lavoro. Le proposte ci sono – dice Alessandrini – ma chi lavora nella giustizia resta a bocca aperta per l’assurda e surreale agenda delle priorità del governo, che ignora del tutto i veri problemi del settore lasciando gli addetti ai lavori nel caos più totale. Noi stiamo preparando giorni decisamente migliori anche per la giustizia”.