Finisce in Parlamento la crisi della giustizia al Tribunale di Pescara

“L’allarme dell’avvocatura pescarese va raccolto immediatamente dalle istituzioni, a partire dal Ministro e dal Consiglio superiore della Magistratura. La giustizia a Pescara rischia la paralisi completa in assenza di provvedimenti anche straordinari di copertura degli organici e di applicazione di magistrati e personale dagli altri uffici giudiziari abruzzesi. Sono convinto che anche la magistratura, che è ben consapevole della situazione, farà in pieno la sua parte per risolvere i problemi”.

Lo afferma il deputato del Pd Lanfranco Tenaglia, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

“La situazione organizzativa e del funzionamento del Tribunale di Pescara è drammatica” si legge nell’interrogazione, “l’Avvocatura di Pescara, attraverso il Consiglio dell’Ordine, negli ultimi giorni ha lanciato un grido di allarme per le lentezze croniche che stanno soffocando i processi. In particolare il Presidente del Consiglio dell’ordine avv. De Benedictis ha denunciato la situazione del settore civile che: “A seguito della progressiva contrazione del numero dei magistrati addetti alla sezione civile si sta determinando una situazione tale da non potersi escludere, di qui ai prossimi mesi, il congelamento di fatto di un elevato numero di procedimenti, ovvero la paralisi delle attività del settore civile. Ciò, ovviamente, comporterà gravissime ripercussioni sul piano sociale ed economico a danno dell’intera collettività”. Anche il settore penale versa nella stessa situazione a causa di carichi di lavoro aumentati a dismisura, con il risultato di centinaia di inchieste bloccate e processi che non si celebrano in tempi ragionevoli”.

“Nell’assemblea dell’Avvocatura del 24 febbraio» prosegue Tenaglia nella sua interrogazione «è stato deliberato di “manifestare nelle sedi competenti la contrarietà della Classe Forense all’attribuzione ai GOT dei ruoli vacanti dei Giudici togati, sollecitando l’arrivo di nuovi Magistrati in sostituzione di quelli trasferiti ed auspicando medio tempore l’utilizzazione dei GOT solo per lo svolgimento delle udienze interlocutorie ed istruttorie, con esclusione dei poteri in ordine alla ammissione dei mezzi di prova e di ogni altro provvedimento decisorio”. Gli avvocati hanno chiesto anche “il trasferimento dei ruoli civili dalle sezioni distaccate di Penne e San Valentino alla sede centrale, assegnandoli agli stessi Magistrati attualmente in servizio presso le stesse sezioni”, nonché di revocare l’applicazione di magistrati dal Tribunale di Pescara alla Corte di Appello de L’Aquila. Occorre raccogliere il grido di allarme della classe forense e il suo contributo propositivo alla  risoluzione del problema”.