Acqua, nell’assemblea dell’ATO del Chietino irrompe la querelle Sasi-Isi

La società Infrastrutture Servizio Idrico di Lanciano, ad oggi, rappresenta un’anomalia giuridica che rimane un caso unico di società di patrimonio in Abruzzo. E’ quanto scrive in una nota il dirigente del Servizio Gestione delle Acque della Regione Abruzzo, Sebastiano Parlavecchio. “L’Isi è un’anomalia giuridica considerato che per il Servizio Idrico Integrato è stata da sempre vietata la costituzione di società del patrimonio”, si legge nel testo della nota inviata anche ai 92 sindaci componenti l’Assemblea dell’Ato Chietino. Una sottolineatura che nell’assemblea dei sindaci soci della Sasi, che si è tenuta al Palazzo degli Studi di Lanciano per la discussione sul nuovo piano d’ambito, entra e fa rumore. Lo ribadisce anche il commissario straordinario dell’Ato, Pierluigi Caputi, che sfiora solo l’argomento ma invita i primi cittadini presenti a chiedere la convocazione dell’assemblea della Isi. “Basta anche uno solo di voi per farla tenere – dice. E forse il nodo verrà sciolto. Ma è anche chiaro che sulla questione le parti si dividono: a chiedere l’assemblea sono i sindaci del centro sinistra.

Il presidente dell’Isi srl, Patrizio D’Ercole, ha diffidato ieri con una lettera il commissario e i sindaci dal “procedere alla votazione del nuovo piano d’ambito senza le quote di ammortamento dell’Isi srl già previste nel vigente piano d’ambito e senza il canone di concessione – affitto d’azienda risultante dal contratto”. La Regione Abruzzo nella nota in cui definisce l’Isi ‘un’anomalia giuridica’ fa riferimento alla circolare del ministero dell’Ambiente che a proposito del servizio idrico integrato precisa come non si debba “dar luogo alla separazione della gestione delle reti da quella del servizio e che, pertanto, ogni atto volto a dar luogo a siffatta separazione dovrà ritenersi illegittimo”. “Le reti appartengono agli Enti Locali – continua la nota – e le stesse vengono date in gestione alla società cui l’ente d’Ambito ha affidato il Servizio Idrico Integrato, senza che sia dovuto alcun canone per l’uso delle reti”. “Più volte – conclude il dirigente – sono stati richiesti ragguagli ai rispettivi presidenti di Isi e Sasi sullo stato di attuazione del progetto di fusione per incorporazione annunciato fin dal 2006 da entrambe le società; richiesta anche questa rimasta, ad oggi, senza opportuno riscontro”.