Acqua, la Sasi dichiara guerra ai morosi

Sanare i conti in rosso; affidarsi all’innovazione tecnica per rilevare i guasti in tempo reale sulla rete; bollette con cadenza trimestrale, anziché annuale.

Sono queste le strategie per il 2011 che il nuovo consiglio di amministrazione della società di gestione del ciclo idrico integrato, in carica da tre mesi, disegna per raggiungere obiettivi precisi che nei prossimi tre anni dovrebbero portare a un risanamento della Sasi. Progetti che, per poter essere attuati, avranno comunque bisogno di un passaggio preliminare fondamentale: l’approvazione del nuovo piano d’ambito dell’Ato 6 Chietino, che consentirà finanziamenti per 16 milioni di euro all’anno per procedere ai quegli interventi, soprattutto per mettere a norma i depuratori ed evitare di incorrere in infrazioni da parte della Comunità europea. D’altro canto, gli impegni non mancano per una società che gestisce 100 sorgenti e 60 impianti di potabilizzazione, 7700 chilometri di rete idrica, con 430 serbatoi idrici, 141 impianti di depurazione, 115 impianti di sollevamento fognario e 359 fosse Imhoff. Lo hanno ribadito oggi in conferenza stampa tenutasi nella sala giunta del Comune di Lanciano, il presidente della Sasi (92 comuni soci per circa 280mila cittadini, 160mila utenti), Domenico Scutti (nella foto in basso a destra), il vice Vincenzo Palmerio  e Antonio De Vito, membro del cda. Gli impegni sono distribuiti su tre punti: si procederà a una nuova struttura organizzativa aziendale, per rendere più efficiente e trasparente l’attività della società; per quanto riguarda la gestione, ci sarà la pubblicazione, a cadenza mensile, dei report aziendali sul sito internet della società e una nuova gestione della fatturazione, che sarà trimestrale, semestrale o annuale a seconda del consumo dell’utente. Una diversificazione che terrà conto delle fasce di consumo: da 200 euro in sù, la cadenza sarà trimestrale; dai 100 ai 200 euro, semestrale e per i 100, annuali.

Massimo impegno e ‘tolleranza zero’ per i morosi: la Sasi aspetta che circa 20.000 utentiprivati sui 160 mila totali paghino fatture per 10 milioni di euro relative agli ultimi 6 anni. Da quest’anno, inoltre, gli edifici pubblici saranno dotati di contatori e verrà meno un altra voce negativa nelle entrate della Sasi. Per quanto riguarda le reti, sarà realizzato un sistema di telecontrollo per consentire interventi rapidi. degli impianti.

“Non entriamo nella controversa vicenda tra la Sasi e la Isi: su questo credo che la Regione sia stata chiara in proposito. Spetta ai sindaci, che sono soci di entrambe e società, decidere sul destino della Isi – dice Scutti -. Il presidente però non manca di richiamare a una maggiore disponibilità la politica “perché si approvi il piano d’ambito” cosa che non è avvenuta nell’ultima seduta dell’assemblea dell’Ato tenutasi venerdì scorso al Palazzo degli Studi di Lanciano.

Chi, invece, sulla questione entra eccome  è il presidente della Isi, Patrizio D’Ercole. “In tre mesi, nonostante lo avessi accolto con una lettera di saluto e una richiesta d’incontro, Scutti non l’ho mai visto, nonostante i nostri uffici distino appena tre metri l’uno dall’altro. Ha ragione che occorre un’assemblea dei sindaci, ma sulla Sasi – dichiara D’Ercole al nostro giornale -. Una società che ha un capitale di 1,7 milioni di euro, che lamenta per bocca di Scutti 20 milioni di euro di debiti, anche se a me ne risulta il doppio, da tempo avrebbe avrebbe dovuto portare i suoi registri in tribunale. Scutti avrebbe dovuto parlare anche di collassamento delle reti, di una gestione  fallimentare della società. La realtà oggi è che lui è un ‘liquidatore’ e i sindaci che continueranno ancora a far finta di nulla sappiano che la Sasi, se andrà avanti così, rischia il fallimento”.