Maltempo, commerciante muore annegato nell’auto

Il maltempo nel teramano ha fatto una vittima. Si tratta di Pietro Di Sabatino, 65 anni, di Mosciano Sant’Angelo, rinvenuto morto oggi nella sua auto rimasto nel cavalcavia allagato della Ss80 all’altezza del casello autostradale Mosciano-Teramo. Secondo le prime notizie, Di Sabatino, commerciante nel settore dell’arredamento, al momento del ritrovamento, presentava una vasta ferita alla fronte, che si sarebbe procurato mentre cercava di abbandonare la sua auto, sommersa dall’acqua e mettersi in salvo. Il colpo in testa lo ha stordito e nel cadere è caduto nell’abitacolo dell’auto, annegando. La scoperta è stata fatta stamattina mentre i vigili del fuoco procedevano a liberare con idrovore dall’acqua, che in quel punto ha raggiunto i 6 metri di altezza. Nel sottopasso, transitabile solo su una carreggiata, erano rimaste intrappolate l’auto del Di Sabatino, nascosta nell’acqua, e alcuni mezzi pesanti. I conducenti di questi ultimi erano stati soccorsi e posti in salvo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Giulianova, 118 e vigili del fuoco. Del caso si occupa il sostituto procuratore della Repubblica di Teramo, Davide Rosati. Si cerca di capire ora perché il transito non fosse stato interrotto.

Nelle zone colpite negli ultimi giorni dal maltempo si continua a lavorare per liberare strade e sottovia allagati. Danni si lamentano in molti centri della provincia di Teramo, dove oggi è arrivato l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, che ha incontrato il presidente della Provincia, Valter Catarra e successivamente i sindaci delle località più colpite. Sono bastate alcune ore di intense piogge per provocare una situazione catastrofica. Ancora una volta si pagano le conseguenze di scelte speculative, la realizzazione di fabbricati in zone, soprattutto in prossimità della costa, dove non sarebbe stato possibile farle e per lo stato dei corsi d’acqua, che sistematicamente esondano. Dopo aver consultato gli amministratori comunali, Giuliante deciderà se chiedere lo stato di calamità naturale al Governo. Intanto Roseto, un’altra città in ginocchio per il maltempo, si lavora per riportare alla normalità la situazione. La città è rimasta divisa in due per oltre 12 ore a causa di frane e smottamenti. Alcune abitazioni sono evacuazione nelle vicinanze del Tordino, a rischio esondazione, mentre strutture pubbliche e private sono invase di acqua, fango e detriti. I danni materiali non sono ancora stati definiti, ma secondo i tecnici la cifra potrebbe superare i 5 milioni di euro. Così l’Amministrazione comunale di Roseto nella tarda serata di ieri ha firmato lo stato di calamità naturale ed è intenzionata a chiedere fondi per sostenere le ingenti spese che si stanno affrontando in queste ore per riportare la città alla normalità e per tutti gli interventi che si dovranno fare nel prossimo futuro per mettere in sicurezza diverse porzioni di territorio. “Riteniamo che l’allerta per il maltempo sia stata diramata con troppo ritardo dalle autorità competenti – afferma il Sindaco Franco Di Bonaventura – tuttavia siamo stati sul territorio per gestire l’immediata emergenza soprattutto per evacuare le famiglie più a rischio. Con il grande impegno delle nostre squadre siamo riusciti a ridare alla città condizioni di praticabilità sulle principali arterie di collegamento. Già oggi abbiamo riaperto tutte le scuole, fatta eccezione della struttura di via Veronese, mentre i nostri scuolabus hanno effettuato regolare servizio. Ora stiamo operando per fare una zonizzazione di tutto il territorio e programmare la priorità sugli interventi in aiuto dei privati. Per questo stiamo impiegando nuovi mezzi e ci auguriamo che nelle prossime ore possiamo avere anche nuove risorse umane da parte della Protezione civile regionale, perché obiettivamente per l’eccezionalità della situazione siamo davvero troppo pochi”. Nel frattempo è stato predisposto un modello per la domanda di risarcimento che i cittadini possono scaricare dal sito internet del comune (www.roseto.org), o richiedere all’Ufficio URP. Oltre a segnalare le proprie necessità, chiunque può documentare i danni con perizie tecniche foto e altro. Tutto il materiale servirà per sostenere la richiesta di fondi allo Stato. ” La situazione è davvero grave – ha sottolineato il Sindaco – e ci auguriamo che in questa occasione ci vengano dati soldi veri, come è accaduto per l’emergenza in Veneto, e non solo le promesse che ci sono state fatte nel 2009″.

In relazione alla calamità che ha colpito il territorio provinciale – che ha causato enormi danni anche alle aziende del tessuto produttivo locale – il Presidente di  Confindustria Teramo, Salvatore Di Paolo,  chiede alle Istituzioni ed alle Autorità interessate  che si proceda  sollecitamente alla richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale e, in particolare, all’attivazione di tutte le misure idonee a sostenere non solo i cittadini ma anche chi fa impresa in questo difficile momento. “Da due giorni non facciamo altro che rincorrere le segnalazioni e le richieste di aiuto – dichiara Di Paolo – e il quadro che ci si presenta davanti agli occhi non fa altro che peggiorare. I danni alle aziende, tra capannoni, attrezzature e macchinari, sono incalcolabili. Per fare una stima esatta occorrerà tempo. Molti stabilimenti sono addirittura fermi.  Auspichiamo un intervento urgente da parte del Governo e della Regione affinché la nostra provincia, di nuovo colpita al cuore, possa far fronte subito a questa emergenza. Non possiamo nel contempo non rimarcare che vi è un’ulteriore esigenza, non più rinviabile, da tenere ben presente:  quella di mettere in sicurezza il nostro territorio da ogni punto di vista,  affinché   chi risiede e lavora in questa provincia non debba continuare a temere per la propria incolumità”.

“Cordoglio per la vittima delle inondazioni e vicinanza concreta alle popolazioni abruzzesi colpite dalle terribili piogge di queste ore”. Così il portavoce del Gruppo PdL in Abruzzo, Riccardo Chiavaroli. “Siamo tutti sconvolti da quanto avvenuto, consapevoli che si è trattato purtroppo di eventi calamitosi, assolutamente straordinari e quindi non direttamente controllabili. Tuttavia – prosegue Chiavaroli -, già in queste ore di emergenza, possiamo affermare di aver avviato, come Regione Abruzzo, tutte le misure urgenti e necessarie innanzitutto a salvaguardare i cittadini e poi ad aiutare il piu’ possibile le persone, le strutture e le imprese danneggiate. In questo momento di grande difficoltà – conclude il consigliere del PdL -, credo inoltre vada rivolto un plauso alle strutture della Protezione Civile, dell’Assessorato Regionale competente, dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali direttamente coinvolte, che stanno agendo ancora una volta con abnegazione, puntualità ed in maniera altamente professionale”.