Trasporti, la Fit Cgil contro i tagli

“Non è possibile che ancora una volta a pagare siano i lavoratori e non si proceda invece concretamente a riorganizzare il settore abbattendo sprechi e costi impropri. Occorre che il Consiglio Regionale modifichi i contenuti di questa norma. Nel frattempo sollecitiamo un’immediata convocazione da parte della Regione Abruzzo in considerazione delle ripetute richieste di incontro già avanzate dalla Cgil. Contro questo provvedimento, così iniquo ed ingiusto, la categoria è già pronta ad opporsi attraverso una grande mobilitazione e con gli strumenti che la Legge mette a disposizione”. Lo annuncia in una nota la Fit Cgil, pronta a dar battaglia sull’articolo 67 della Legge Finanziaria Regionale, che nella parte riguardante gli interventi urgenti per il trasporto pubblico regionale e locale e, in aggiunta alla prevista riduzione dei servizi pari a circa 5 milioni di km, ha incredibilmente esteso le misure di stabilizzazione finanziaria, alle quali sono sottoposte Regioni ed Enti Locali, anche alle aziende di trasporto pubblico locale di cui la Regione Abruzzo è socio unico o controllante (Arpa, GTM, Sangritana, Cerella, Paolibus). “Un provvedimento, a nostro avviso, al limite dell’incostituzionalità adottato tra l’altro, unicamente dalla Regione Abruzzo e che risulterà insostenibile per le stesse aziende ma soprattutto per i circa 2000 lavoratori interessati – dice il sindacato -. Riteniamo inaccettabile l’aver assoggettato i lavoratori delle aziende regionali di tpl al Patto di stabilità, equiparandoli, di fatto, ai lavoratori del pubblico impiego. L’attuazione di questa disposizione di legge regionale, comporterà notevoli penalizzazioni di carattere normativo ed economico, in totale violazione della contrattazione collettiva ed aziendale, per quanto attiene, ad esempio, la mancata applicazione di un eventuale rinnovo di contratto nazionale, il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità e degli avanzamenti automatici parametrali. Come se non bastasse, i vincoli stringenti previsti dal “Patto di stabilità” impediranno nei prossimi 3 anni (2011/2012/2013) assunzioni di personale a tutti i livelli, passaggi dei lavoratori da part time a tempo pieno e, soprattutto l’impossibilità di confermare i lavoratori precari in possesso di contratti d’inserimento in scadenza nei prossimi mesi. Una penalizzazione che andrà a colpire maggiormente i dipendenti più giovani, ovvero quelli che possono contare su retribuzioni che non superano i 1000 euro mensili. Ci risulta, tra l’altro, che le stesse aziende di trasporto di proprietà della regione, stiano applicando questa norma, in modo difforme e in totale autonomia interpretativa. Alcune, infatti hanno già attuato la disposizione di Legge, provvedendo al congelamento al 31/12/2010 delle retribuzioni, altre hanno ignorato, al momento, gli effetti del provvedimento, altre ancora, hanno comunicato formalmente ai lavoratori di essere in attesa di ulteriori chiarimenti dalla Regione, ottenute le quali, procederanno al recupero delle somme corrisposte”.

“L’allarme lanciato dalla Camera del lavoro provinciale non era purtroppo infondato – fa sapere la Cgil de L’Aquila -. La mannaia dei tagli ai trasporti che colpisce l’Abruzzo si abbatterà con forza particolare sulla provincia aquilana. A nulla dunque sono valsi gli appelli e le rassicurazioni, anche considerando lo stato particolarissimo in cui questo territorio versa a seguito del terremoto, al punto da determinare riduzioni ai servizi molto dolorose che colpiranno tantissime persone. Fatto è che su questi argomenti  la Cgil provinciale ha preparato uno specifico dossier, che illustrerà alla stampa in un incontro al quale parteciperanno il segretario generale, Umberto Trasatti, ed il segretario della Filt, la categoria dei trasporti, Domenico Fontana. L’incontro si terrà sabato 5 marzo, alle ore 11, presso la nuova sede della Cgil provinciale, nel nucleo industriale di Pile, all’Aquila

Sevel, la Cisl chiede di puntare all’aumento produttivo e al Campus

“Per la Sevel si deve aprire un tavolo, finalizzato a stabilire quali saranno i nuovi investimenti, la nuova occupazione e i salari per gli addetti. La prima mossa tocca alla Fiat” e la Cisl punta a recuperare interinali e contratti a termine, che prima erano circa 1.350. Lo ha detto questa mattina a Pescara Bruno Vitali, segretario nazionale di Fim-Cisl, durante una conferenza stampa promossa dalla Cisl proprio per discutere della Sevel e del futuro dell’azienda. “A Pomigliano – ha aggiunto Vitali – la Fiat aveva un cadavere, a Mirafiori un malato terminale. A seguito degli accordi Pomigliano è resuscitata e Mirafiori è stata recuperata, ora si deve puntare ad aumentare le capacità della Sevel, al suo potenziamento, che significa maggiore produzione e occupazione. Questo comporterebbe anche attivare l’indotto e alimentare un giro di affari che riguarderebbe pure altri settori. Sarebbe importante sia per la Regione che per il progetto Fabbrica Italia. Noi – ha proseguito – ci teniamo allo sviluppo della Sevel, che rappresenta un punto di forza nello scacchiere della Fiat”. Vitali ha fatto riferimento anche all’accordo sul sabato lavorativo dell’azienda della Val di Sangro che concluderà il suo effetto ad aprile. “L’auspicio è che si arrivi a un nuovo accordo – ha detto sempre il rappresentante della Fim – e non capiamo perché la Fiom abbia proclamato lo sciopero. Posso assicurare che non è stato messo in discussione alcun diritto, ne’ di sciopero ne’ di malattia”. Vitali ha annunciato che martedì prossimo a Torino si terra’ un incontro “per discutere anche di Sevel, ma non di occupazione”. Vitali si è soffermato poi sul progetto del campus automotive, che è “vantaggioso per la realtà locale perché consolida Fiat e ci risulta – ha annunciato – che stia andando avanti”. Una frecciata poi al Fiom: “Questo clima di guerriglia urbana non aiuta – ha concluso Vitali. I sindacati devono remare insieme, per uscire dalla crisi”. Anche dal segretario regionale della Cisl Abruzzo, Maurizio Spina, è partito un appello “per un nuovo accordo” per la Sevel, ma “servono anche – ha detto – accordi di secondo livello in tutte le aziende che hanno commesse”. Spina ha ricordato che in Val di Sangro si produce il 10 per cento del Pil regionale.

Confindustria organizza corsi in materia ambientale

La Sezione Ambiente di Confindustria Chieti – con il patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia di Chieti e di Arta Abruzzo – organizza un ciclo di seminari in materia ambientale dal titolo “L’impresa e l’ambiente, aggiornamento modifiche al Codice Ambientale, dlgs 152/2006: aspetti applicativi”. Il ciclo di seminari si rende necessario a seguito delle numerose modifiche e integrazioni apportate al Testo Unico Ambientale – nel corso del 2010 – dai c.d. “correttivi” ambientali, decreti legislativi 128/2010, 205/2010, 219/2010. “Alla luce delle novità intervenute nella normativa ambientale, e per rispondere alle esigenze manifestate dalle nostre aziende – commenta il Presidente della Sezione Ambiente, Angelo Marrollo – abbiamo pensato di organizzare un ciclo di seminari formativi con l’obiettivo di aggiornare le aziende sugli adeguamenti tecnico-operativi e gli adempimenti normativi di settore (aria, acqua, rifiuti etc), grazie alla collaborazione di funzionari statali, regionali e provinciali competenti ed esperti in materia”. La formazione comprende 4 incontri di approfondimento – che si terranno tra marzo e maggio 2011 presso Confindustria Chieti – sulle seguenti tematiche: VIA VAS IPPC, 9 marzo 2011; emissioni in atmosfera, 7 aprile; tutela acque e scarichi industriali, 12 aprile; gestione rifiuti 12 maggio. La partecipazione ai seminari è libera e gratuita. La sede degli incontri è la sala conferenze di Confindustria Chieti in larghetto teatro vecchio, 4 a partire dalle ore 15.

Assemblea regionale Uil sulla legge regionale per i Consorzi Industriali

Il disegno di legge regionale sulla riforma dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale presentato dall’Assessore allo sviluppo economico ed approvato dalla Giunta Regionale suscita diverse perplessità e contrarietà. Prevede, incomprensibilmente, il passaggio dal consolidato sistema territoriale sovra-comunale dei Consorzi e delle Aree vaste al desueto sistema comunale-locale. Per di più, alcuni agglomerati industriali, con relativi impianti ed infrastrutture, ricadono in più Comuni o sono intercomunali: ad esempio, lo stabilimento Sevel, insediato sui Comuni di Atessa e Paglieta; la rete idrica-fognaria unica dell’agglomerato di Atessa-Paglieta e Lanciano-Mozzagrogna; il suo unico impianto di depurazione, nonché il suo unico impianto di trattamento acqua.L’unico Soggetto Gestore Regionale che prenderebbe il posto dei 7 consorzi industriali ha una natura indefinita, non è un consorzio industriale ma un entità senza precedenti, probabilmente illegittima. Questo sistema, da un lato comunale-locale e dall’altro globale-regionale, potrebbe divenire facilmente ingovernabile. Inoltre, non si comprende come farebbero i Comuni a reperire le risorse finanziare per costituire le relative strutture, accollarsi le rate residue dei mutui finanziari in corso, reperire/formare il rispettivo personale. Questi ed altri argomenti saranno esaminati ed approfonditi nell’assemblea della Uil convocata per il pomeriggio del 4 marzo ad Avezzano, alla quale parteciperanno i lavoratori dei Consorzi della regione iscritti alla Uil-Fpl, il Segretario Generale Abruzzo ed altri Segretari e confederali e di categoria. L’assemblea si concluderà con l’approvazione di un programma di iniziative per sollecitare il cambiamento del disegno di legge regionale.