Lanciano, la Finanza sequestra beni per 2 milioni di euro a imprenditore per evasione fiscale

La Guardia di Finanza di Chieti ha eseguito oggi un sequestro preventivo di beni del valore di oltre 2 milioni di euro per evasione fiscale. Il provvedimento, emesso dal Gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, è stato disposto nell’ambito delle indagini che hanno portato all’arresto nel mese di dicembre di P.V., 45 anni, e C.C, 47, per emissione ed utilizzazione di fatture false. Per lo stesso reato risultano indagati, ad oggi, altri otto imprenditori. “L’ indagine ha permesso di scoprire – scrive in una nota la Guardia di Finanza di Chieti – un sistema fraudolento posto in essere dal P.V: finalizzato ad evadere il fisco attraverso la sistematica costituzione di societa’ fittizie e l’emissione e l’utizzo di fatture per operazioni inesistenti. Il provvedimento cautelare emesso dal Gip deriva da accertamenti patrimoniali e finanziari, disposti dalla Procura della Repubblica di Lanciano, che hanno evidenziato una serie di atti negoziali creati – dopo l’avvio delle indagini – per sottrarre i beni alle procedure esecutive erariali (sequestri da parte di Equitalia per debiti tributari)”. Le operazioni per il sequestro preventivo hanno impegnato 30 uomini, coordinati nella provincia di Chieti dal tenente colonnello della Guardia di Finanza, Gabriele Miseri: sono stati sequestrati 25 quote parte di appezzamenti di terreno, 82 quote parte di unita’ immobiliari, alcune delle quali in costruzione, 29 autoveicoli e 4 motocicli, 24 posizioni bancarie e postali, un ramo d’azienda e le quote societarie di un Srl. “L’attivita’ investigativa eseguita con mirati controlli incrociati e la laboriosa analisi di documenti bancari – continua la nota della Finanza – aveva permesso di scoprire un giro di fatture false per un importo complessivo di circa 2.500.000 di euro”. I reati ipotizzati sono quelli previsti dal Decreto Legislativo 74 del 2000 che sanziona la falsa fatturazione, la dichiarazione fraudolenta, nonché altri reati comuni come l’abusivo ricorso al credito e del mendacio bancario.