Alluvione nel teramano, la Regione pronta a chiedere lo stato di calamità

“La Regione è sempre al lavoro per affrontare l’emergenza post alluvione in provincia di Teramo. Nelle prossime ore verrà dichiarato lo stato di calamità naturale, e il primo passo sarà quello di sottoporre la richiesta al Consiglio dei Ministri, tramite una lettera di intenti predisposta dagli uffici regionali”.

Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianfranco Giuliante, quest’oggi, parlando di un ‘filo diretto con Roma che prosegue senza soste’, per riportare alla normalità la situazione nel teramano, duramente provato nei giorni scorsi dal maltempo. La stima dei danni è alta: si parla di decine di milioni di euro, anche se le cifre, al momento, non sono precise. “La Protezione Civile è scesa in campo con oltre cento uomini – ha aggiunto Giuliante -. La scorsa notte sono infatti stati monitorati alcuni fiumi, oltre alla frana di Notaresco. Siamo stati anche al lavoro in provincia di Pescara e Chieti dove c’era il rischio di esondazione di alcuni corsi d’acqua (fra cui il fiume Sangro) che sono poi fortunatamente rientrati negli argini”.

Una risoluzione urgente, in cui si impegna la giunta regionale ad adottare misure per fronteggiare gli eventi alluvionali in provincia di Teramo, sarà presentata dal gruppo del Pd alla Regione, durante il consiglio in programma domani a L’Aquila. Nella risoluzione, si invita in particolare il presidente Gianni Chiodi a richiedere alla presidenza del Consiglio dei ministri di adottare un apposito atto per riconoscere lo stato di emergenza della Regione Abruzzo, insieme con la Regione Marche. La risoluzione impegna, inoltre, Chiodi ad emettere un’apposita ordinanza di protezione civile, nella quale si autorizzino gli enti locali coinvolti a derogare dal Patto di Stabilità «per gli impegni finanziari di somma urgenza che verranno assunti al fine di fronteggiare l’emergenza»; a riconoscere agli enti locali le somme sostenute durante la fase emergenziale; a rimodulare le somme già a disposizione della Regione – 40 milioni di euro e destinate al Piano triennale delle opere idrauliche 2011-2013 – assegnandole prioritariamente alla ricostruzione e al consolidamento dei ponti, delle frane ed al ripristino idrogeologico delle parti danneggiate. I consiglieri del Pd chiedono alla Giunta, fra le altre cose, di impegnare anche i fondi Fas, con le stesse modalità utilizzate per il dragaggio dei porti, per una serie di interventi come il riefficientamento delle reti idriche di distribuzione, delle reti e collettori fognari e depuratori, così come già previsto; di rimodulare i programmi comunitari Fesr, Fse, Psr, al fine di sostenere i settori economici dell’industria, artigianato, commercio e agricoltura, danneggiati dall’alluvione dei giorni scorsi. «Sappiamo – dichiara il capogruppo regionale del Pd, Camillo D’Alessandro – che mercoledì il presidente della Regione Marche incontrerà i rappresentati del governo per chiedere lo stato di calamità naturale; in Abruzzo siamo ancora a caro amico ti scrivo. Non vogliamo – aggiunge – che, quanto accaduto nel teramano, rimanga nell’isolamento e nelle spalle di quei Comuni e di quei cittadini che hanno subito i danni, ma diventi un fatto regionale e di rilievo nazionale”.

E a proposito di agricoltura, l’assessore alle Politiche Agricole Mauro Febbo, ha attivato le misure a sostegno delle imprese agricole danneggiate dall’alluvione, e in particolar modo i settori collinari e fondo valle, dove i cumulati dell’intero evento hanno raggiunto valori significativi. “Va rimarcato – sottolinea Febbo – come l’area teramana colpita dalle piogge, per motivi di carattere orografico, geopedologico e climatico, è particolarmente vulnerabile e già soggetta ad un progressivo dissesto idrogeologico. Ulteriore elemento di instabilità è poi rappresentato dagli interventi agronomici, in particolare le lavorazioni profonde a carico del terreno, che aggravano la situazione”. “Per quanto è stato possibile accertare – continua l’Assessore alle Politiche Agricole – alla data odierna, il danno economico può essere determinato in circa 100 milioni di euro”.

Il parlamentare del PD, si augura che il Governatore Chiodi dia seguito a quanto affermato e presi, entro due giorni, la richiesta dello stato di emergenza-calamità naturale in seguito alla forte alluvione che ha colpito la nostra provincia.

Il partito socialista della Val Vibrata, in una comunicato stampa diffuso oggi a firma di Guido Paci, responsabile PSI Val Vibrata e dirigente regionale del partito, prende le distanze sulle affermazioni di alcuni esponenti del PD locale riguardo alla gestione dell’emergenza relativa all’alluvione verificatasi  nella nostra provincia. “Pur essendo il nostro partito all’opposizione, riteniamo si debba cogliere l’occasione, dopo quello che abbiamo vissuto alcuni giorni fà, affinché si possa  dare un segnale al nostro elettorato di unità politica collettiva a prescindere dal colore  o dall’ideale, sopratutto in circostanze così drammatiche . Le affermazioni demagoghe e populiste di alcuni esponenti del PD teramano nei confronti dell’amministrazione provinciale e sopratutto sulla protezione civile ci lascia a noi socialisti alquanto perplessi. Di fronte a questa tragedia ci sentiamo in dovere , rompendo gli schemi, di sostenere almeno moralmente il presidente della provincia Catarra  essendo il presidente di tutti i teramani ed in particolare l’assessore ai lavori pubblici Romandini senza dimenticare la protezione civile, per l’impegno da loro profuso in questa terribile circostanza”.

Intanto, dalla prime ore di oggi l’acqua potabile è tornata rubinetti delle abitazioni dei Comuni della Val Vibrata dopo la rottura della condotta principale nel territorio di Colonnella (Teramo). Le squadre di emergenza della Ruzzo Reti Spa hanno lavorato incessantemente per tutta la giornata di domenica e hanno ripristinato il normale flusso dell’acqua potabile nella grossa tubazione da 150 litri al secondo che era stata trascinata a valle da un vasto movimento franoso nella zona. Ricordiamo che si tratta del terzo intervento di grossa portata a cui la Ruzzo Reti ha dovuto far fronte da 1 marzo, giorno dell’alluvione, a oggi. Dapprima due attraversamenti aerei sui fiumi Salinello e Vibrata saltati con la piena dei due corsi d’acqua, adesso la condotta principale franata assieme alla collina.