Sevel e Campus Automotive, Fioriti (Udc) e Sisti (PdL) invitano i sindacati alla responsabilità

“Una parte del Sindacato sembra non capire quanto il mondo sia cambiato e come sia uscito dal ‘900”. Lo sostiene Federico Fioriti, Presidente della Commissione Sviluppo Economico della Provincia di Chieti, che insieme al capogruppo del PdL, Paolo Sisti, è intervenuto sulle polemiche che in questi giorni si registrano sul Campus dell’Automotive in Val di Sangro e sulla vertenza tra la Fiom e la Sevel. La lotta politica e lo scontro economico nel 2011 non possono più entrare nelle fabbriche, il confronto non è più tra classi, tra padrone e operai ma in un mercato globale la crescita e la sopravvivenza economica si giocano nel campo della competizione tra territori – dice Fioriti -. Alcuni sindacati con delle loro battaglie ideologiche, sembrano non comprendere neanche in come il mondo sia stato trasformato da questa crisi economica e soprattutto negli ultimi 3 anni. Le statistiche ci indicano un tasso di disoccupazione del 2010 in Italia pari all’8,7% (fonte Istat), una disoccupazione giovanile che nel nostro paese è allo sconcertante livello del 28,9%. In pratica un giovane su tre è senza lavoro e con uno scenario del genere, in Val di Sangro c’é chi si prende il lusso di aprire uno scontro con un’impresa che da lavoro, con il suo indotto, a circa 20.000 persone! E’ assurdo! C’è bisogno di più responsabilità da parte di tutti verso questo territorio. Da parte delle imprese che molto spesso cedono a pratiche di Mobbing verso i propri dipendenti, ma anche da parte dei lavoratori che devono capire che senza offrire maggiore responsabilità e migliore produttività alle imprese, queste difficilmente potranno reggere il peso della concorrenza in un mercato globale come quello in cui operano attualmente. Senza imprese non esiste lavoro, senza lavoro non esistono diritti, senza diritti non esiste crescita economica e sociale. C’é bisogno di un nuovo senso di responsabilità territoriale. La crescita e la modernizzazione della Val di Sangro – continua Fioriti- per il ruolo di motore e traino che questo territorio rappresenta per tutta la Regione Abruzzo, devono essere gli obiettivi prioritari per tutti. Imprese, lavoratori e amministratori. Noi come classe politica dobbiamo creare un sistema economico capace di attrarre nuove imprese e soprattutto fornire alle imprese presenti sul nostro territorio strumenti per competere a livello globale. Questo in Provincia di Chieti si traduce con Campus Automotive”.

Su quest’ultimo progetto, Paolo Sisti (foto a destra), sostiene che si tratta di un piano  strategico pereccellenza della Provincia di Chieti, ma difficilmente raggiungerà i suoi obiettivi se questo territorio non ritroverà unità e voglia di crescere. “Il Campus Automotive è un progetto che mira ad elevare le conoscenze e la tecnologia di lavoratori ed imprese della Val di Sangro e di tutta la Regione Abruzzo, al fine di creare un territorio capace di crescere e garantire lavoro ai nostri giovani. Senza il Campus sarà davvero difficile mettere in condizioni le nostre piccole e medie imprese di competere in un’economia globale e soprattutto convincere grandi gruppi come Sevel e Honda a continuare a produrre ed investire in questo territorio. Quindi cerchiamo di lavorare insieme per far crescere il nostro territorio. Non possiamo permetterci di rallentare per inutili divisioni”.

Vertenza Air One Techinic, lavoratori da Pagano

Il presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Nazario Pagano, insieme ai capigruppo consiliari, ha incontrato i rappresentanti sindacali e una delegazione dei lavoratori dell’Air One Technic, l’azienda del gruppo Alitalia-Cai che si occupa della manutenzione degli aeromobili e che dal primo aprile cesserà l’attività nell’aeroporto d’Abruzzo. I lavoratori hanno manifestato davanti all’Emiciclo, chiedendo il sostegno della Regione Abruzzo in una vertenza in cui sono a rischio 80 posti di lavoro. Pagano, a nome dell’intero Consiglio regionale, si è impegnato ad attivarsi con il presidente Chiodi per portare la discussione sul tavolo nazionale: esiste infatti una cordata di imprenditori abruzzesi interessata a rilevare l’Air One Technic, a condizione, però, che Cai garantisca almeno un biennio di commesse all’azienda nella fase di start-up della nuova impresa.