Le imprese del teramano in ginocchio dopo l’alluvione

L’alluvione ha colpito duramente le imprese teramane.  In seguito alle violenti piogge della scorsa settimana e in concomitanza con l’allarme lanciato dalle stesse aziende,  Confindustria Teramo ha avviato una ricognizione tra  le imprese associate per verificare l’entità dei danni causati dall’evento. Dal materiale raccolto – documentazione fotografica e relazioni – è emerso in maniera drammatica che numerose imprese dislocate sul territorio provinciale hanno subito allagamenti nei locali produttivi e negli uffici amministrativi, con  danni rilevanti ad  impianti, materiali  e scorte. Diverse sono state le imprese costrette persino a sospendere ogni attività produttiva  e, nei casi più gravi, purtroppo non si è nella condizione di indicare una  probabile data di ripresa a pieno regime. Confindustria Teramo si fa promotrice di alcune proposte  che si  possono mettere in campo per aiutare il Sistema produttivo provinciale  fortemente colpito da questa ulteriore  calamità. A tale scopo, in primis, esprime viva soddisfazione per l’impegno del Presidente della Provincia e dell’Assessore alle Attività Produttive per aver sollecitamente chiesto alla Regione Abruzzo il riconoscimento dello stato di calamità e rimane fiduciosa che, in giornata, il Consiglio dei Ministri accolga la richiesta .

Cgil, aumentate le ore di cig in Abruzzo

Le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps in Abruzzo, nel periodo gennaio-febbraio 2011, sono state 4.327.349, un dato peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando era state 3.156.429 (con un aumento del 37,1%).

Nelle province, in particolare, i dati sono i seguenti: Chieti 1.475.259, L’Aquila 1.692.118 , Pescara 236.552, Teramo 923.420. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si è registrato un incremento nelle province di L’Aquila e Chieti, mentre una diminuzione c’è stata in quelle di Pescara e Teramo.

Da segnalare, inoltre, l’aumento delle ore di cassa integrazione in deroga (utilizzata dalle imprese prive di ammortizzatori sociali) passata da 876.222 a 2.422.512. Delle 1.457.670 ore di cassa in deroga registrate nella sola provincia dell’Aquila, ben 1.164.690 si sono avute nell’industria, un’ulteriore prova della crisi gravissima che sta interessando questo territorio. D’altra parte vale la pena di ricordare che l’aumento complessivo della cassa integrazione in deroga significa che molte imprese hanno già esaurito la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

La proroga della cassa integrazione in deroga per tutto il 2011 e gli ulteriori provvedimenti adottati dalla giunta regionale e dal Cicas vanno nella direzione giusta ma non sono sufficienti per fronteggiare una crisi occupazionale a dir poco drammatica: i posti di lavoro già persi in Abruzzo sono otre 33.000, mentre in cassa integrazione ci sono mediamente 16.000 lavoratori.

E’ quindi necessario avviare un confronto che porti alla realizzazione di un “Piano straordinario per il lavoro e l’occupazione” che metta al centro il consolidamento e l’innovazione delle industrie abruzzesi, lo sviluppo e l’ammodernamento di alcuni settori (assetto idrogeologico, economia verde, energie rinnovabili, turismo, manutenzione edilizia ed urbana, banda larga, ecc.), la individuazione di strumenti a favore del lavoro giovanile, la realizzazione di percorsi di stabilizzazione dei lavoratori precari pubblici e privati, la regolamentazione dei tirocini formazioni e degli stage, l’approvazione di una legge regionale contro il lavoro nero e quello sommerso.