Domani l’autopsia per chiarire le cause della morte di Silvana Cece

Sarà l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore della Repubblica di Lanciano, Rosaria Vecchi, a fare luce sulle cause del decesso di Silvana Cece, la donna di 52 anni di Rocca San Giovanni, trovata ieri pomeriggio morta, uccisa dal freddo, a poca distanza dall’abitazione della madre, nelle campagne di Rocca San Giovanni, dove viveva dopo il divorzio dal marito. A scoprire il suo cadavere, i volontari dell’associazione ‘Scoglio del gabbiano’. Della donna non si avevano più notizie dal primo marzo. Probabilmente era finita nel dirupo dove è stata rinvenuta, già dal giorno della sua scomparsa. Dall’esame autoptico, che sarà eseguito nell’obitorio dell’ospedale di Lanciano e affidato all’anatomopatologo Ivan Melasecca, si potrà capire se la Cece è scivolata accidentalmente nel fossato e, ferita, non sia stata in grado di risalire la collina. Una tesi che predomina al momento tra gli inquirenti. Nei primi giorni del mese, infatti, pioggia e freddo non avevano risparmiato l’Abruzzo e le campagne di Valle Grande, che la donna ha percorso a piedi, erano particolarmente fangose. Ma non vengono tralasciate altre piste, sulle quali lavorano i Carabinieri della compagnia di Ortona, diretti dal capitano Gianfilippo Manconi. Soprattutto ci sono da ricostruire le ultime ore di vita della Cece: sin dalla mattina del primo marzo, quando è andata a far visita ad una conoscente, a San Vito Chietino. Era uscita dall’abitazione della conoscente per recarsi in farmacia per comprarle alcuni medicinali. Ma in farmacia non c’é mai andata. E non aveva con se nemmeno il cellulare, lasciato a casa dell’amica. Da allora più nulla di lei. Non è escluso che la donna, che viveva un momento particolarmente difficile, presa dai suoi pensieri, si sia messa in cammino per far ritorno a casa della madre, a Valle della Foce di Rocca San Giovanni e poi abbia cambiato direzione. E sul perché abbia deciso di tagliare per i campi e avventurarsi in luoghi impervi dove ha trovato la morte, resta ancora da spiegare. Nonostante l’insistenza della madre e della sorella, raccolte dal sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, che pure le aveva sollecitate, fino ad ieri non erano state organizzate battute di ricerca. Solo qualche vicino di casa si era prodigato e aveva gironzolare qua e là. Poi, i volontari dell’associazione “Scoglio del gabbiano” hanno deciso spontaneamente di battere le zone vicino casa. Una iniziativa che nella mattinata di ieri ha portato al rinvenimento dell’ombrello della donna e nel pomeriggio, il suo corpo. Per caso. Uno giovane volontario è scivolato anche lui dalla collina, forse dallo stesso punto in cui è precipitata più in basso la Cece, facendo la macabra scoperta. La donna era quasi completamente nuda: gli effetti personali: a fianco c’erano la sua borsa e il giubbotto che indossava il giorno della scomparsa a poca distanza. A spogliarla degli indumenti, con molta probabilità sono stati i cinghiali. Sugli arti della Cece, alcuni morsi di volpi.