Operazione della Finanza ‘Mattoni Puliti’: sette arrestati

E’ solo l’inizio dell’operazione ‘Mattone Puliti’, che potrebbe portare a nuovi sviluppi nell’inchiesta sui fondi destinati alla ricostruzione delle abitazione danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009 a Torre dé Passeri, uno dei sette comuni del pescarese che fanno parte del cosiddetto cratere. La Guardia di Finanza ha probabilmente sollevato il coperchio su un sistema che, al momento, ha portato agli arresti domiciliari un dipendente comunale, due progettisti e quattro titolari di imprese che si sono aggiudicati i lavori, accusati di associazione a delinquere per truffa aggravata e falso. La loro posizione potrebbe aggravarsi qualora dovesse essere dimostrata anche la corruzione. Dipenderà molto dall’esito degli interrogatori di garanzia che si terranno da domani e che riguarderanno Paolo Arditti, di Manoppello, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, il figlio architetto, Giuseppe Arditi (35) di Popoli, e il geometra Michele Pace (51) di Pianella, Fernando Del Rossi di Pescosansonesco (55), Urim Muca, quarantenne albanese, Lucio Marsili (42) di Pietranico e Romolo Pasquale De Angelis (46) di Torre dè Passeri, questi ultimi quattro imprenditori, titolari di ditte che hanno eseguito gli interventi su incarico di privati. Sono tutti agli arresti domiciliari, disposti con ordinanza dal gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli.  L’indagini, portate avanti dalla Compagnia di Pescara e dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Popoli, sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Pescara, Gennaro Varone, ha mosso i primi passi circa un anno fa, nel corso degli accertamenti su una delle ditte coinvolte. Da lì, le verifiche che hanno consentito di ricostruire una serie di irregolarità per la concessione di contributi destinati a interventi su abitazioni che sarebbero rimaste lesionate dal terremoto, a costi maggiorati e spesso con materiali scadenti. In pratica venivano gonfiate fatture per opere di poco conto, alcune per danni inesistenti. Una truffa da 450 mila euro, soldi che sul milione e 800 mila euro stanziati per Torre dé Passeri. Il tutto sarebbe avvenuto con la connivenza del responsabile dell’Ufficio tecnico, Paolo Arditi, competente per i controlli e le verifiche sulla ammissibilità dei contributi e del figlio, Giuseppe, architetto, che insieme Michele Pace, geometra, avrebbe preparato i progetti per sostenere le richieste di finanziamento. Le Fiamme Gialle hanno scoperto che erano stati preventivati interventi che non sarebbero mai stati eseguiti o impossibili da realizzare. “Oppure – ha spiegato il Comandante provinciale della Finanza, Maurizio Favia, che insieme al comandante della Compagnia di Pescara, Cap. Alfonso Rossi, a Luogotenenti Giovanni Valier D’Abate e Walter Di Braccio, della Tenenza di Popoli ha tenuto una conferenza stampa stamani – venivano indicati lavori, che dovevano essere eseguiti solo su richiesta e a spese del proprietario, venivano usate voci di capitolato errate o ripetitive. Oppure, venivano utilizzati materiali di valore inferiori a quelli autorizzati. Per questi lavori venivano poi regolarmente autorizzati i pagamenti ammessi al contributo statale”. Elenca anche dei casi Favia: “C’e’ quello di una massetto, in realtà inesistente, da demolire e la pitturazione di una stanza che è stata fatta passare come intervento che ha riguardato l’esterno del fabbricato”. E a differenza di altri interventi per i quali alcuni cittadini di Torre dé Passeri attendono ancora il finanziamenti, quelli che hanno riguardato 16 immobili privati e 11 edifici pubblici, tra cui degli impianti sportivi, chiaramente, hanno avuto una corsia preferenziale per ottenere in breve tempo la concessione dei contributi. La Finanza ha fatto notare che il 52 per cento dei progetti finiti nel mirino erano stati realizzati dall’architetto Arditi. Gli immobili controllati dai 35 uomini che le Fiamme Gialle stanno impiegando in questa indagine, sono 229 di categoria a, 109 di categoria b, 44 c e 12 e. Ma non è tutto. Per la palestra comunale, ad esempio, è stato chiesto e ottenuto da una assicurazione un acconto di centomila euro per i lavori di riparazione (totale 400mila euro) nonostante la Protezione civile avesse attestato che i danni del terremoto fossero pressoché nulli. Anche per il campo sportivo i danni sembravano lievi dal computo metrico emergeva una situazione ben diversa. Dopo che le indagini, un anno fa, sono partite, e con le Fiamme Gialle che sono state in Comune per acquisire le documentazioni, qualcuno degli indagati avrebbe cercato di mettere riparo alla propria posizione presentando una documentazione diversa da quella ufficiale.