Sanità, la protesta ora si sposta sui tetti

Quattro lavoratori della Clinica Santa Maria di Avezzano, Gruppo Villa Pini, sono asserragliati dalle 5 di stamane sul tetto della struttura per protestare contro la chiusura della casa di cura. Sul posto vigili del fuoco e polizia. La protesta, dicono, continuerà ad oltranza fino alla riapertura del punto nascite che all’ospedale di Avezzano ha aggiunto la saturazione. La clinica è stata chiusa dal curatore fallimentare che ha disposto l’abbassamento del budget da 5 milioni e mezzo a 4 milioni, cifra insufficiente per tenere in vita il reparto nascite. Per domani è prevista una seduta straordinaria del Consiglio provinciale de L’Aquila sulla situazione dei precari Asl N.1 e sulla sanità della provincia. I lavori si svolgeranno a partire dalle 10.30 presso la Sala «S. Spagnoli», al Palazzo dell’emiciclo.

“Le poco rassicuranti notizie pervenute nelle ultime ore, ci inducono ad indire unamanifestazione unitaria che si terrà il 16 marzo alle 15, presso la Villa Comunale dell’Aquila, alla quale saranno chiamati a partecipare tutti gli operatori sanitari, in particolare il personale precario, nonché la popolazione dell’intero territorio aquilano”. A renderlo noto i sindacati Cgil-Fpcisl-Fpuil-Fpl, Anaao/Assomed, Fed.cisl medici Cosime Fsi, Cgil medici, Fed.cisl medici Cosime, Fesmed, Cisl Fps-cosiadi, Uil medici. “Una massiccia partecipazione alla manifestazione – si legge nella nota – testimonierà ulteriormente la gravità del momento che vive la sanità abruzzese ed in particolare quella aquilana”.

“Se 339 lavoratori della sanità perdono il posto di lavoro, è a rischio il diritto alla salute”. Lo afferma l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane, che parteciperà domani alla manifestazione alla Villa comunale -. L’azione unitaria dei sindacati testimonia la gravità del momento – ha aggiunto l’assessore- e sulla stessa falsariga devono agire le istituzioni, schierate tutte compatte per la tutela dei posti di lavoro. Perdere 339 posti equivale a mettere a repentaglio interi reparti. Siamo tutti pronti a fare gesti eclatanti. Siamo pronti a fare la nostra parte; ad andare a manifestare a Roma. Tuttavia il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, si assuma le responsabilità di quello che sta accadendo e spieghi ai cittadini e agli operatori sanitari, i cui contratti scadono a partire da oggi, come mai non ci si è adoperati prima per tutelare i posti di lavoro. La situazione – aggiunge – poteva essere salvata in tempo, ma la Regione ha sottovalutato il problema e non ha chiesto al Governo in tempo utile la proroga dei contratti. Lo avrebbe potuto fare con il decreto Milleproroghe, o con la Finanziaria, come ha fatto ad esempio il Comune per i lavoratori di Abruzzo Engineering e per i propri precari. Regione e Governo chiedano scusa per l’inerzia e la superficialità”.

“Convinta adesione alle mobilitazioni che si terranno mercoledì 16 all’Aquila e sabato 19 a Sulmona per richiamare l’attenzione sulla grave situazione sanitaria della provincia”. Lo dichiara Arnaldo Mariotti, Commissario provinciale del PD aquilano, e aggiunge: “L’adesione alle manifestazioni è motivata principalmente dalla grave situazione che si registra sul territorio ma anche per la mancanza di prospettive chiare di rilancio del settore e di una politica trasparente e dialogante che tenga nella dovuta considerazione le giuste istanze che dal territorio si stanno manifestando. Anche per questa ragione – aggiunge -, iniziative di così ampio respiro rappresentano un elemento di rilevante importanza per non far abbassare l’attenzione su tutti i guasti che quotidianamente dobbiamo annoverare in campo sanitario. Si tratta di una presa di coscienza collettiva che ci unisce ed alla quale il Partito Democratico della provincia dell’Aquila vuole contribuire con tutto il suo peso”.

Domani mattina, intanto, alle 9, il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, si recherà presso la Direzione Sanitaria della ASL a Coppito, per verificare la situazione dei reparti, alla luce degli annunciati accorpamenti. “E’ palpabile – ha detto De Matteis – la preoccupazione dei cittadini, degli utenti, dei medici e del personale tutto del San Salvatore per una condizione che potrebbe vanificare le eccellenze che la sanità aquilana ha saputo costruire in anni di lavoro e sacrifici, non ultimi quelli dovuti al sisma. In questo momento – ha rilevato infine – è nostro dovere garantire la massima attenzione e impegno per riconsegnare alla città e al suo territorio un ospedale in piena efficienza”.

Da L’Aquila a Chiti, dove l’intergruppo consiliare “Verso il Nuovo Polo” ha incontrato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl in merito al problema del San Stef.A.R., il centro di riabilitazione che sta vivendo un momento difficile dopo che l’asta per la sua cessione è andata deserta lo scorso 4 marzo.Dopo un confronto sulla situazione che si è venuta a creare, illustrata dai sindacati con dovizia di particolari, i consiglieri ed assessori dell’intergruppo hanno messo sul tappeto l’ipotesi di un percorso di coinvolgimento dei consiglieri regionali e di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che possa giungere ad un tavolo bipartisan che porti all’attenzione delle istituzioni una via d’uscita al grave stallo in cui si trova il San Stef.A.R. L’obiettivo immediato è quello di riuscire a far integrare il budget assegnato all’azienda di riabilitazione, calcolato sull’attività 2009, anno in cui la sede aquilana del San Stef.A.R non ha lavorato per la maggior parte dell’anno a causa del terremoto e le altre hanno visto un rallentamento dell’attività dovuto alle vertenze contrattuali che erano in atto. In secondo luogo, il “Nuovo Polo” intende contribuire a trovare soluzioni definitive per la situazione che si è venuta a creare nei centri riabilitativi del gruppo. Al termine dell’incontro, i capigruppo consiliari si sono impegnati a contattare le segreterie regionali e i consiglieri a palazzo dell’Emiciclo per concordare con loro la convocazione di un tavolo che affronti tutte le problematiche con un respiro maggiore, in considerazione che il San Stef.A.R. è un centro riabilitativo essenziale per alcune patologie che non possono attualmente essere assistite in strutture pubbliche in quanto inesistenti sul territorio abruzzesi.