150° dell’Unità d’Italia, a Schiavi d’Abruzzo sventola tricolore di casa Savoia

“Il mio gesto vuole essere una provocazione, una ferma protesta nei confronti delle tante celebrazioni ufficiali durante le quali, come appare evidente sin dai programmi annunciati, saranno volutamente e colpevolmente dimenticati o messi in ombra i meriti di Casa Savoia, della Corona che ha fatto, letteralmente, l’Italia unita. Il tricolore attuale, dal quale vigliacche mani hanno strappato lo stemma Sabudo, è un affronto alla realtà storica, il frutto ideologico e fazioso delle giacobine operazioni messe in atto, nel 1946, subito dopo il referendum istituzionale, dai ministri Romita e Togliatti. Che almeno in occasione della festa del 17 marzo, ricorrenza della proclamazione del Regno d’Italia, si torni ad esporre la vera bandiera d’Italia, l’unica, quella Sabauda. Lo impongono l’onestà intellettuale e la verità storica”.

E’ quanto dichiara alla stampa Francesco Bottone, delegato per l’Abruzzo e il Molisedell’UMI (Unione monarchica italiana), alla vigilia della festa nazionale del 17 marzo. Non nuovo ad iniziative del genere, solitamente in occasione della festa della repubblica del 2 giugno, Bottone esporrà il tricolore con lo stemma di Casa Savoia ancora una volta.

“Domani si celebra, per legge, l’unità d’Italia, ma non si ricordano opportunamente i principali artefici di tale immensa e meritoria opera: i Savoia. Per questo motivo tornerò ad esporre, dal balcone della mia abitazione a Schiavi di Abruzzo, il tricolore sabaudo, l’unico drappo tricolore da far garrire al vento in questa occasione così importante – conclude Bottone.