Casalbordino, i carabinieri arrestano tre ladri. A Civitella del Tronto si fingono tossicodipendenti e catturano spacciatore

I cittadini di Casalbordino, tempo fa, avevano voluto incontrare il Prefetto di Chieti per sottoporre alla sua attenzione l’aumento di furti che si registravano nella località vastese. Ieri, è arrivata la risposta dei carabinieri della Stazione Carabinieri di Casalbordino e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ortona, che hanno tratto in arresto Marco D’Ambrosio,  di anni 35, Michele D’Ambrosio, di anni 37, e Franco Gileno, di anni 47, tutti residenti a Vasto, in esecuzione di una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa il 15 marzo 2011 dal GIP del Tribunale di Vasto che, condividendo appieno le risultanze investigative raccolte dai militari di Casalbordino li riteneva responsabili, in concorso, del furto di vario materiale ferroso utilizzato per l’edilizia del valore di circa 3.000,00 (tremila) euro, asportato il 10 febbraio scorso dall’interno del capannone di proprietà di un imprenditore di Casalbordino presso cui erano penetrati dopo aver forzato il cancello d’ingresso. Le immediate indagini svolte, eseguite anche attraverso la visione delle telecamere di sorveglianza presenti sul piazzale della cava e quelle ubicate all’interno di una fonderia – ove i prevenuti avevano portato il materiale per venderlo al titolare della stessa – permettevano di addivenire rapidamente alla individuazione degli autori del furto e di recuperare interamente la refurtiva che veniva restituita al legittimo proprietario. Gli arrestati sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Vasto e messi a disposizione della magistratura inquirente.

A Civitella del Tronto, i militari dell’Arma si fingono tossicodipendenti ed acciuffano lo spacciatore in casa. I carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata hanno pedinato un giovane consumatore fino a Civitella dove vive lo spacciatore. In abiti civili, un militare ha suonato alla porta di M.G. di 20 anni del luogo, sospettato di essere il fornitore della droga. Quando il militare ha detto allo spacciatore che lo mandava “Francesco il marocchino”, soggetto conosciuto negli ambienti della tossicodipendenza, il ventenne sentendosi sicuro ha aperto la porta. A quel punto i carabinieri sono piombati in casa sua perquisendola: sono stati trovati 20 grammi di hashish già suddivisa in dosi e per questo è stato denunciato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il cliente pedinato e’ stato invece segnalato alla prefettura in qualità di assuntore.