Vasto, sgominata banda di estortori: cinque in manette

Associazione per delinquere diretta alle estorsioni, minacce, smercio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Sono queste le accuse che hanno portato in carcere a Vasto, Giuseppe Ventrella, 49 anni, che per gli inquirenti era a capo della organizzazione criminale, il figlio, Ruggiero, 25 anni, Petrica Caldaras, 53 anni, rumeno, Wladimiro Jarj Pellerani, 26 anni, nato ad Atessa, ma residente a Vasto, Luigi D’Adamo, 45 anni, di Vasto. L’operazione condotta all’alba da oltre trenta agenti del locale commissariato, con l’assistenza dei colleghi della Questura di Chieti, ha sgominato una banda che aveva fatto il salto di qualità tanto da apparire di stampo mafioso, attraverso il vincolo associativo. Sono stati il questore, Alfonso Terribile, e il vice questore Cesare Ciammaichella (foto a destra) ad illustrare l’operazione partita sei mesi fa, dopo una denuncia per estorsione, e che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e persino di rivelatori gps per conoscere la posizione degli indagati. L’indagine che ha portato a importanti riscontri fatti di auto incendiate, di percosse e accoltellamento e che aveva gettato nel terrore la cittadina adriatica. D’Adamo, ex priore di una confraternita cittadina, segnalava le persone che dovevano essere estorte e aveva persino falsificato documenti per la vendita di beni del sodalizio religioso. Da un’intercettazione il capo banda, che non lesiva minacce anche alla polizia, confessava che il suo sogno sarebbe stato quello di sparare quanto prima a un poliziotto. Nel corso degli arresti sono stati sequestrati un fucile ad aria compressa, un’ascia, bilancini di precisione, tre katane (spade giapponesi), tre grammi di cocaina due di hashish e un manganello telescopico. Oltre agli arrestati, che non potranno vedere i legali prima di cinque giorni, sono state denunciate altre quattro persone, tra i 24 ed i 43 anni.