Manzi (UilM): “Contro la crisi del lavoro reagiscano anche gli imprenditori”

“Bisogna portare il lavoro per dare un futuro occupazionale, produttivo ed economico alle aziende e alla provincia di Chieti”. E’ l’appello lanciato dal segretario provinciale della UILM UIL, Nicola Manzi, preoccupato della crisi nel settore metalmeccanico nel chietino. “Nella nostra provincia – dice Manzi – il perdurare della crisi apre un nuovo scenario preoccupante sul futuro occupazionale di 2.800 lavoratori  metalmeccanici e per 23 aziende.  Dal 2008 ad oggi, in particolare nel settore della componentistica auto e moto, la drastica riduzione delle vendite e delle esportazioni si sta trasformando anche per tanti stabilimenti medio/grandi, in crisi finanziaria. Nel corso degli ultimi 2 anni alcune aziende, dopo aver licenziato ed esaurito la Cassa Integrazione  Ordinaria e Straordinaria, stanno attingendo dalla Cassa in deroga e avviando i Contratti di Solidarietà. Un mix di ammortizzatori sociali che oggi, in attesa della ripresa, rappresentano l’unico legame che tiene insieme il dipendente all’azienda. Inoltre và ricordato che le somme o i sostegni erogati dall’Inps a vario titolo sono insufficienti a sostenere le famiglia, se non per pochi mesi. Dall’elenco delle aziende in crisi ne abbiamo individuate alcune che hanno fatto ricorso o stanno utilizzando la cassa integrazione e la mobilità anche per crisi finanziaria. Nell’area industriale di Vasto/San Salvo – precisa il sindacalista – la C.I.G. e la mobilità continua ad interessare circa 300 lavoratori delle aziende Robotec, Gir Sud, Val Sinello, Teknolamiere, Ilmet; in Val di Sangro/Lanciano Honeywell,  Hydro, Cler Sud, ACS, Cortubi,  Compi, Pierburg, Mar Press e la Honda Italia sulla quale, anche per gli effetti del terremoto in Giappone, abbiamo forti preoccupazioni sul futuro produttivo.  Inoltre, per la crisi finanziaria sono a rischio complessivamente oltre 310 lavoratori dipendenti della San Marco di Lanciano, della San Marco di Atessa, della Sogeco di Atessa, della Verlicchi Casoli e della Verlicchi Atessa. La nostra preoccupazione è che a causa di questo prolungato periodo di fermo questo fenomeno dilaghi e presto coinvolgerà anche altre aziende che sempre meno riusciranno a sostenere le spese fisse. I dati della crisi non lasciano dubbi, anche gli imprenditori reagiscano immediatamente a questa deriva dell’industria metalmeccanica e abbandonino la logica sbagliata dell’attesa”.

Tagli del 50 per cento nel trasporto pubblico regionale

Dal primo aprile alcune corse delle linee della Gtm di Pescara e dell’Arpa saranno ridotte. Ad annunciarlo Paolo Castellucci, segretario della Cgil di Pescara, e Franco Rolandi, segretario provinciale della Filt- Cgil, che chiedono alla Regione di ridurre il livello dei tagli di almeno il 50 per cento e di escludere i lavoratori del settore dal vincolo di stabilità. Per quanto riguarda la Gtm il taglio riguarderà in totale 245mila km che corrisponde ad una riduzione del 4,8 per cento. I due rappresentanti della Cgil hanno messo in evidenza che saranno maggiormente penalizzate le zone popolari ad alta densità abitativa e che molte delle corse tagliate interesseranno le ora di punta della giornata. Inoltre, hanno sottolineato che il sevizio di trasporto pubblico espletato dalla Gtm riguarda al 40 per cento linee ex statali sulle quali si è abbattuta ‘solo marginalmente la scure governativa dei tagli. Sulle restanti linee di concessione comunali e regionali, invece, la riduzione sarà del 10 per cento’. Per quanto riguarda l’Arpa saranno ridotte sull’intero territorio regionale corse per un totale di 2milioni e 500 km annui. I tagli dell’Arpa relativi alla provincia di Pescara ammontano a 421mila km, di cui 336 mila km concentrate nel perido estivo e non scolastico pari a 128 corse giornaliere. Castelucci ha fatto notare che sulla questione dei tagli ‘non c’ é stata una adeguata attenzione del sindaco di Pescara. La riduzione delle corse – ha proseguito- comportera’ dei disagi per gli anziani e gli studenti’. Castelluci infine ha sottolineato che ‘da una parte si vuole scoraggiare l’uso dei mezzi privati per ridurre l’inquinamento e dall’altra poi si riduce il trasporto pubblico’. Ad essere penalizzate saranno le corse dei periodi estivi. In particolare, dal primo aprile ci saranno 10 corse in meno sulla Pescara-Lanciano, 4 in meno sulla Pescara-Sulmona e 12 in meno sulla Pescara-Giulianova. Infine, ha aggiunto la Cgil, nell’ambito del patto di Stabilità per duemila dipendenti delle società di trasporto è previsto il blocco salariale per tre anni. Intanto una delegazione di dipendenti delle società di trasporto sta protestando all’Aquila, dove è in corso il Consiglio regionale d’Abruzzo.