Regione, sì alla riforma del Servizio Idrico Integrato

Fatta la riforma del Servizio Idrico Integrato in Abruzzo. Il Consiglio regionale, al termine di un pomeriggio contraddistinto da scontri verbali con protagonista il consigliere Costantini (IdV), ha approvato la legge che prevede l’istituzione di un Ambito Territoriale ottimizzato unico, presieduto dall’Assessore regionale al ramo e con un consiglio composto dai 4 Presidenti delle Province. Sono costituite, poi, 4 assemblee provinciali dei sindaci, presieduta ognuna dal Presidente della Provincia, che avranno il compito di programmazione e affidamento del servizio. All’Ersi (Ente regionale servizio idrico) competerà la omologazione delle decisioni assunte dalle assemblee provinciali e il controllo sulle società di gestione. Oltre alla riduzione dei costi e all’ottimizzazione del servizio e dei controlli- essenziali per garantire l’economicità – uno degli effetti della riforma sarà l’avvio di una tariffa unica in tutta la regione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Si diceva delle critiche di Costantini. L’esponente del’IdV ritiene che si sia trattato di “un grave e doppio errore non rinviare la legge di riforma del servizio idrico integrato. Non solo per l’annunciata proroga dei termini, ma soprattutto perche’ sarebbe stato doveroso attendere l’esito del referendum sull’acqua pubblica, che sono certo riscrivera’ tutta la normativa. Tra l’altro – continua Costantini – anche l’unica nota positiva della proposta, costituita dal comma 26 che prevedeva, in caso di inadempimento grave delle convenzioni di affidamento del servizio, la decadenza immediata dei componenti del Consiglio di Amministrazione, è stata cancellata da un emendamento presentato dal Partito Democratico ed accolto prontamente dalla maggioranza del PdL, accorsa subito in soccorso dei tanti consiglieri di amministrazione che avrebbero rischiato le loro poltrone. Sui ‘grandi temi’ PD e PdL riescono sempre a trovare un’intesa; il problema è che quelli che loro ritengono ‘grandi temi’, sono in realta’ quasi sempre per i cittadini ‘grandi problemi’. Ora – conclude Costantini – non resta che raddoppiare l’impegno per il buon esito del referendum sull’acqua pubblica che, insieme con quelli sul nucleare ed il legittimo impedimento, costituiscono per i cittadini la più grande occasione degli ultimi anni per far sentire la loro voce”.

L’aula ha approvato una risoluzione urgente sulla ricostruzione sociale post sisma dei comuni rientranti nell’area del cratere. “Nel documento – afferma il promotore, il consigliere Giuseppe Di Pangrazio (Pd) – il governo regionale si è impegnato a sollecitare il commissario delegato, Gianni Chiodi, ad emanare una normativa utile a reperire fondi specifici da destinare alle attività sociali ed a diretto sostegno dei Piani di Zona nella città di L’Aquila, capoluogo di Regione, e nei Comuni rientranti nell’area del cratere. Il Piano Sociale Regionale infatti – spiega Di Pangrazio – non riporta in maniera compiuta l’analisi dettagliata sull’attuale condizione economico-sociale-demografica delle zone terremotate, elementi essenziali per una reale applicazione del piano in questione ma, soprattutto, per una ricostruzione sociale dei Comuni colpiti dal sisma”.

A maggioranza, l’assemblea regionale ha anche licenziato il Piano sociale 2011-2013. A votare a favore è stata la maggioranza di centrodestra con i consiglieri di Pdl, Rialzati Abruzzo, Mpa e Fli. Astenuti Udc e Api; hanno votato contro Pd e Italia dei Valori. Al momento della votazione, dopo circa due ore di discussione, erano assenti i consiglieri di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Il Piano ha una copertura finanziaria di 88 milioni di euro e va nella direzione dell’assistenza ad anziani, disabili e bambini. Soddisfatto l’assessore alla Promozione Sociale, Paolo Gatti, il quale ha sottolineato che “c’è stato un grande lavoro di confronto, il Piano è il migliore possibile in questo momento. Ho apprezzato l’atteggiamento non ostruzionistico delle opposizioni, visto che sono stati presentati solo tre emendamenti. Visto che si tratta dell’unico Piano sociale possibile, non avevamo scelta sulle priorità che riguardano assistenza ad anziani, disabili e bambini – ha aggiunto.

“Con l’approvazione odierna del piano sociale regionale e, appena dopo, della riforma del sistema delle acque, abbiamo realizzato due dei punti più qualificanti del nostro programma, obiettivi politici straordinari e significativi per tutto l’Abruzzo, rendendo ancora una volta chiara e inequivoca la forza riformatrice del governo regionale”.

È quanto sostiene Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo PdL, al termine dei lavori odierni del Consiglio Regionale, che a tal riguardo sottolinea “la determinazione dimostrata dalla maggioranza tutta e in particolare dal gruppo del PdL, guidato esemplarmente da Lanfranco Venturoni. Con l’importantissima approvazione della riforma del sistema delle acque – spiega Chiavaroli – abbiamo avviato il processo di risanamento di un sistema che negli anni ha prodotto disservizi, sprechi e a volte malaffare, il tutto a danno dei cittadini. Infine stabiliamo senza remore che l’acqua, al di là delle mere dichiarazioni di principio di alcuni, anche in Abruzzo resta un bene pubblico e possiamo dirlo grazie a una legge fortemente voluta  dal PDL e approvata da questa maggioranza!”