Consegnati a Pescara i premi Domenico Allegrino

Quinta edizione “Sì all’Uomo” Premio Nazionale Domenico Allegrino, iniziativa ideata e realizzata dal 2007 in occasione del ricordo della morte di Domenico (29 marzo 1999), dall’Associazione a lui intitolata. “Il Premio – sottolinea il Presidente dell’Associazione Antonella Allegrino – vuole portare all’attenzione di tutti delle persone comuni, ma che possono essere considerate speciali poiché hanno avuto quel particolare coraggio di “morire” almeno un po’ a se stesse per dedicarsi a difficoltà, disagi, povertà, ferite di altri uomini. Il loro essere speciali li rende testimoni del desidero presente in ciascuno di noi di essere proiettati verso l’altro”. E’ questo lo stesso spirito, sono questi gli stessi sentimenti e valori che hanno animato Domenico nella vita familiare e relazionale, nelle attività economiche, sociali e politiche e che hanno fatto di lui una persona molto conosciuta e amata, e che a dodici anni dalla morte in tanti nella comunità abruzzese ricordano con affetto. Il Premio consistente in un’opera realizzata in solo quattro originali dall’artista Nadia La Torre, sono stati consegnati a: Carlo Castagna, che è nato e vive ad Erba, in provincia di Como, dove è titolare insieme ai figli di un’azienda che si occupa di progettazione e produzione di arredamenti. Prima di inserirsi nell’attività iniziata dal padre nel 1939, ha frequentato a Parigi corsi di specializzazione nel settore del legno e ha insegnato presso istituti professionali di Milano e Cantù. Da sempre attento alle tematiche del sociale, ha collaborato in ambito oratoriano e parrocchiale. E’ stato anche consigliere comunale e assessore. Marito, padre e nonno toccato drammaticamente dalla strage di Erba, in cui ha perso la moglie Paola, la figlia Raffaella, il nipotino Youssef per mano di Rosa e Olindo Bazzi. Malgrado la terribile vicenda umana che lo ha visto protagonista, la profonda fede che lo accompagna, i valori che hanno ispirato tutta la sua vita, hanno dato all’opinione pubblica un grande esempio di umanità e a lui la forza di pronunciare parole di perdono nei confronti dei carnefici della sua famiglia. Carlo non è un eroe,  ma un “povero cristiano” che riesce a mettere in pratica il Vangelo del perdono. Nel suo libro-testimonianza, racconta in modo toccante e semplice come ha vissuto la tragedia che ha sconvolto la sua famiglia e come sia riuscito ad arrivare a quelle parole nei confronti di chi l’ha provocata. Don Giacomo Pavanello è nato a Padova il 6 marzo 1981. Ha frequentato il Liceo Scientifico Fermi, iscrivendosi poi agli studi teologici presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, oggi Facoltà Teologica del Triveneto, ha conseguito importanti titoli in Teologia e il 25 aprile 2009 ha ricevuto l’ordinazione diaconale nella Cattedrale di Palestrina e il primo novembre 2009 l’ordinazione presbiterale nella Cattedrale di Palestrina. E’ responsabile dell’area Evengelizzazione, prevenzione e sensibilizzazione presso la Comunità Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante nel 1991 come avamposto dell’intervento contro il disagio nel sociale. Don Marco è un vero e proprio campione di solidarietà per il  sostegno che quotidianamente offre a quanti vivono in situazioni di grave difficoltà. Svolge la sua attività nel contesto di un’emarginazione sociale dilagante, che colpisce sempre più i giovani, togliendo loro opportunità e futuro. Per combatterla Don Giacomo propone con competenza e umanità, specifici interventi innovativi e un proprio programma di ricostruzione integrale della persona, fondendo la dimensione psicologica a quella più spirituale e umana, in modo da consentire agli ospiti della comunità di crescere e affrontare la realtà con coraggio e nuova forza per non attraversarla più come soggetti svantaggiati. Luigi Calvisi Medico del 118, Sindaco del Comune di Fossa dal 14 maggio  2001, ha svolto il proprio ruolo di primo cittadino con impegno avendo come obiettivo primario lo sviluppo del territorio, realizzando importanti opere pubbliche per oltre 4 milioni di euro e stando vicino alla sua popolazione nel momento più terribile della storia della comunità. Particolarmente significativa è stata l’approvazione del Piano Regolatore Generale in tempi rapidi, il che ha consentito una pianificazione territoriale razionale e compatibile con la qualità del territorio non consentendo, tra l’altro, la sottrazione di territorio all’agricoltura e all’ambiente.  Membro del Consiglio della Comunità Montana Amiternina negli anni 1993/1997 e 2001/2007. Autorità di Protezione Civile locale durante gli eventi sismici del 6 aprile 2009,  restando costantemente in tendopoli sempre  a fianco della popolazione per risolvere i problemi collettivi.  Ha promosso la realizzazione di un villaggio per terremotati che conta 151 alloggi e che attualmente ospita 370 persone, con servizi pubblici essenziali quali: ambulatorio medico, ufficio postale, bar, alimentari, centro ricreativo, farmacia, internet-point, chiesa parrocchiale con annesso oratorio, attrezzature sportive, Municipio, parco giochi.  Se oggi il villaggio è realtà, lo si deve alla tenacia del sindaco Calvisi che ha saputo essere un collettore di risorse pubbliche e private, scatenando una  vera e propria cordata di solidarietà per il futuro del suo paese, dentro e fuori dall’Italia, assicurando alla comunità sconvolta dal terremoto una nuova qualità di vita, unica nel cratere aquilano. Una forza che lo ha visto motore della rinascita complessiva di Fossa, attraverso tante opere pubbliche realizzate a tempo di record e artefice di un  orizzonte nuovo per il futuro della comunità uscita provata e sofferente dal sisma. Elena Rinaldi, Nata a Camerino il 30 gennaio 1937, infermiera professionale in pensione. Ha un figlio Valentino Ciccocioppo, che attualmente insegna presso la casa circondariale di Lanciano. Elena è una donna dal grande coraggio e di formidabile tenacia. In seguito ad una sofferenza perinatale non diagnosticata in modo tempestivo il figlio di Elena, Valentino, ha cominciato ad avere problemi che in seguito si sono rivelati in una drammatica diagnosi, quella della tetraparesi spastica. Una patologia che ha portato Valentino ad avere dei ritardi sia motori che linguistici: ha iniziato a parlare a quattro anni, a fare i primi passi a 7 anni, a camminare autonomamente a 16 anni. Anni di cure, prima presso il Gaslini di Genova e poi presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Ancona, riabilitazione a tutti i livelli, fisioterapia e logopedia, presso un istituto privato, dal quale è stato dimesso a 18 anni.Progressi importanti, conseguiti anche grazie alla tenacia e all’assistenza della madre Elena  e oggi Valentino è un docente presso il carcere di Lanciano. Ad accompagnare l’evento accompagnato il concerto di musica leggera del cantautore loretese Roberto Antico, giovane promessa, al suo debutto dal vivo con i brani del suo disco “Nel caos della notte”, particolarmente apprezzato per l’equilibrio tra la profondità dei testi e l’eleganza della musica (Interbeat edizioni musicali). “Un’occasione dunque per “ripensarsi” prendendo spunto da vite “normali”.