La Baraldi: “La riorganizzazione sanitaria abruzzese d’esempio per le altre regioni”

“La riorganizzazione sanitaria che stiamo mettendo in atto in Abruzzo potrà diventare un esempio anche per altre regioni italiane, comprese quelle del nord”.

Ne è convinta il sub commissario alla sanità Giovanna Baraldi, durante l’audizione di quest’oggi nella Quinta Commissione presieduta da Nicoletta Verì. Il sub commissario è stata convocata per illustrare la piano, ribadendo più volte di non voler procedere con criteri ragionieristici nella ristrutturazione del sistema sanitario “i cui risultati positivi, entro la fine dell’anno, saranno percepiti anche dei cittadini”. La Baraldi tornerà in Commissione tra due settimane, per continuare l’illustrazione e la condivisione del piano di riordino. Il presidente della commissione, Verì ha commentato che il progetto “si basa su una priorità: la diversificazione dell’offerta, con il riequilibrio tra servizi di alta, media e bassa complessità e la loro distribuzione omogenea sul territorio e nelle quattro Asl, così da garantire la contiguità rispetto alla residenza, uniformità ed equità di accesso. I monitoraggi eseguiti sulla situazione esistente, infatti, hanno stabilito che esiste un’alta concentrazione di alcuni tipi di prestazioni, mentre altri sono insufficienti e a volte addirittura inesistenti. La verifica delle esigenze delle diverse aree territoriali – continua la Presidente Verì – ha portato invece ad una ridefinizione dell’intero quadro di riferimento e all’introduzione di nuove specialità, così da dare una risposta efficace all’utenza. Il settore pubblico, in questo processo, reciterà un ruolo da protagonista, assicurando però al privato condizioni e risorse tali da poter operare con efficienza e garantendo i livelli occupazionali. E’ importante – conclude Nicoletta Verì – questo momento di confronto a cui partecipano, e danno il proprio contributo, sia gli esponenti di maggioranza che di opposizione”.

Intanto i sindacati intervengono sul recente decreto del Presidente della Regione Abruzzo, in qualità di Commissario ad acta per la sanità, Giovanni Chiodi, e la decisione del Consiglio dei Ministri di portare il riferimento della cosiddetta spesa storica dei lavoratori atipici delle Asl abruzzesi al 2010 anzichè al 2009. Per le segreterie regionali di Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fp, il decreto “non risolverà i problemi della carenza di personale delle Asl e di fatto porterà al licenziamento di centinaia di precari. Infatti, stabilizzerà solo una minima parte dei precari, poiché consentirà l’assunzione di personale a tempo indeterminato prevalentemente attraverso l’istituto della mobilità (dunque personale proveniente da fuori regione che vuole trasferirsi a lavorare in Abruzzo). In via residuale e ove possibile, si attingerà a reclutare personale utilizzando lo scorrimento di graduatorie di concorsi a tempo indeterminato. Tali nuove assunzioni saranno appena sufficienti a garantire il turn-over del personale che andrà in pensione nel corso dell’anno 2011. La seconda manovra prevista – si prosegue nella nota diffusa da Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fp – ovvero quella di portare il riferimento della cosiddetta spesa storica dei lavoratori atipici delle Asl abruzzesi al 2010 anzichè al 2009, consentirà poi di prorogare i contratti dei precari per qualche mese in più. L’emergenza si ripresenterà proprio a partire dai mesi estivi, dove la necessità di garantire ai dipendenti un minimo periodo di ferie, porterà serie difficoltà di garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Tra l’altro, ciò porterà ad un ulteriore aumento della mobilità passiva verso le regioni limitrofe, con maggiori costi a carico della sanità abruzzese. Ne consegue – si conclude nella nota – che i provvedimenti adottati sono assolutamente insufficienti a risolvere i problemi delle carenze di personale della sanità pubblica e si rendono necessarie nuove misure che consentano ulteriori proroghe ed una reale stabilizzazione dei precari”.