Precari, alla Asl di Pescara si procede: in quella de L’Aquila patti non rispttati

“Novanta addetti del comparto, cioé infermieri e tecnici, e personale amministrativo, sono stabilizzati dalla Asl di Pescara nel 2010 insieme a 20 medici. Nel 2011, nel giro di 60 giorni, saranno stabilizzati 40 dirigenti medici e circa 60 figure del comparto e nello stesso tempo si continuerà a lavorare per coprire i posti vacanti di primario, che sono 16”.

Questi i dati forniti oggi, a Pescara, dal manager della Asl, Claudio D’Amario, il quale ha assicurato che si sta agendo “nel pieno rispetto del piano del commissario e del piano triennale”. Le procedure a cui ci si è attenuti sono quelle previste, ha chiarito D’Amario, e cioé “ricorso alle graduatorie, mobilita’ e procedure concorsuali. Nessun atto clientelare né spregiudicate politiche di assunzione” – ha detto. Parlando dei primari D’Amario ha spiegato che in servizio, nella Asl, ce ne sono “47 su un totale di 63 assegnati. Nel 2010 ne abbiamo previsti altre 7, e 9 nel 2011, nel rispetto dei costi e dei budget” – ha proseguito. Il managaer della Asl ha anche annunciato che a Popoli saranno attivati 30 posti letto di riabilitazione motoria a sempre a Popoli, come annunciato dal ministero, ci saranno 10 posti letto di riabilitazione nutrizionale. D’Amario ha fatto notare infine che c’é stata un’interrogazione parlamentare, a “firma di una abruzzese del Pd, ma era basata sulla disinformazione e ai chiarimenti sollecitati dal ministero, che nascevano da alcune notizie stampa, ha risposto il presidente della Regione Chiodi”.

Se alla Asl di Pescara si procede, a L’Aquila, Stefania Pezzopane e il deputato Pd Giovanni Lolli definiscono “scandaloso come  il presidente Chiodi prende in giro ancora una volta la città dell’Aquila e gli aquilani” sulla questione riguardante i precari della Asl. “Avendo avuto modo di visionare in anteprima il testo del decreto n. 34 del 31 marzo 2011, non ancora pubblicato – hanno dichiarato i due esponenti Pd – veniamo a scoprire che la soluzione annunciata per il problema dei circa 300 precari della Asl de L’Aquila, la cui mancata proroga dei contratti porterebbe ad un taglio dei servizi per i cittadini e praticamente alla chiusura di interi reparti ospedalieri, è assolutamente diversa da quella che era stata solennemente annunciata. In pratica la norma si limita a stabilire che il taglio del 50% delle spese per i precari, che comunque rimane, va calcolato, per tutte le Asl della regione Abruzzo, sull’anno 2010 e non sul 2009. Il beneficio che da ciò deriva alla Asl dell’Aquila – proseguono Lolli e Pezzopane – è estremamente limitato e, per di più, rischia di essere vanificato dalle procedure di mobilita’ e dallo scorrimento delle graduatorie dei concorsi, comunque previsti per legge. Fra l’altro i maggiori oneri di spesa derivanti da questo decreto vengono coperti, per tutto l’Abruzzo, con i fondi del decreto 39, cioé con i finanziamenti per il terremoto. Cosi’ stando le cose, i problemi denunciati dai medici, dai sindacati e dalle associazioni di cittadini rimangono praticamente gli stessi anche alla luce di questo decreto”. “Naturalmente il mio impegno – ha dichiarato ancora l’onorevole Giovanni Lolli – sarà quello di proporre emendamenti al decreto quando arriverà in aula alla Camera, sulla base di quanto richiesto per la provincia dell’Aquila, vale dire che, in considerazione dell’evento sismico e dei persistenti disagi ad esso connessi, i tagli previsti dal decreto legge 78 vengano sospesi per la sola Asl dell’Aquila. Stiamo parlando – ha concluso Lolli – di una misura i cui costi a carico dello Stato sono totalmente irrilevanti. Vorrei ricordare che stiamo parlando dello stesso Stato e dello stesso Governo che, recentemente, ha stanziato circa 50 milioni di euro per finanziare le multe non pagate da alcuni allevatori del nord per le quote latte”.

Immediata la replica di Chiodi, ai due esponenti del centrosinistra che hanno etichettato come ‘presa in giro’, la soluzione trovata per salvare il posto di un elevato numero di lavori precari del sistema sanitario regionale.

“Come al solito, il PD, e nella fattispecie l’on. Lolli e la Pezzopane, si limita ad una lettura superficiale e prevenuta di ogni atto, riuscendo a vedere oscure manovre anche laddove si opera nell’esclusivo interesse della comunità abruzzese. Se solo loro avessero approfondito il contenuto del decreto 34, avrebbero compreso che le cose, per i precari delle Asl, non stanno come loro, strumentalmente e ad arte, cercano di far credere. Non si spiega altrimenti l’ennesimo abbaglio – aggiunge il Presidente e Commissario -, Lolli e la Pezzopane sostengono che le maggiori spese derivanti da questo decreto saranno coperti per tutto l’Abruzzo con i fondi del decreto 39, cioè con i finanziamenti del terremoto. Nulla di più falso. Come dico da tempo, ormai, le risorse sono già stanziate sui bilanci delle singole Asl, provenienti dal Fondo sanitario nazionale. La postilla ‘ove non fossero sufficienti introdotta dal ministero dell’Economia – spiega meglio Chiodi – è mera precauzione, cautela. Ma ripeto, non sarà necessario ricorrere ai fondi per il sisma in quanto i soldi già sono lì. La vertenza precari – ricorda il Presidente – è stata risolta prontamente ed efficacemente da questo governo regionale che ha operato in sinergia con quello nazionale per dare una speranza ed un futuro a molte persone. Un risultato straordinario, apprezzato anche fuori regione, che però, evidentemente, l’opposizione ha tutto l’interesse a sminuire, seminando disorientamento e falsi allarmismi nei lavoratori e nelle loro famiglie. E come al solito – conclude Chiodi – c’è chi vuole vedere la tempesta in un bicchier d’acqua. Indubbiamente molto più facile, e gratificante quanto a consenso, che occuparsi dei problemi veri della ricostruzione”.

Nei quattro ospedali teramani sono entrati in servizio 2 nuove auto mediche e 5 nuove ambulanze che saranno utilizzati dal 118 e dal servizio Emergenza Sangue. Essendo a trazione integrale, le due auto mediche potranno raggiungere agevolmente anche le aree montane in caso di condizioni impervie della strada e di intemperie. Quanto alle ambulanze di soccorso, si tratta di cinque Fiat Ducato di 3000 di cilindrata e saranno a disposizione dei presidi ospedalieri di Teramo, Sant’Omero, Giulianova ed Atri.