Acerbo (PdRC) sul Prg: “Ecco cosa abbiamo fatto per evitare montesilvanizzazione di Pescara”

“Credo di poter dire che la presenza di Rifondazione Comunista in Consiglio Comunale abbia contribuito a ridislocare il dibattito rispetto alla solita gara a chi è più generoso nei confronti dei costruttori rimettendo al centro i bisogni dei cittadini. E, come sul regolamento dei programmi complessi, nel corso del dibattito si è prodotto un orientamento comune del centrosinistra che non era affatto scontato in partenza. Insomma, mi sembra che gli emendamenti dell’opposizione (PRC, IdV, Pd) abbia posto dei ‘paletti’ che rendono meno pericolosa la variante  al PRG proposta da Antonelli e soprattutto che la salvaguardia degli edifici storici non sia prigioniera di un contenitore su cui potremmo essere costretti a fare ostruzionismo a oltranza. Ora attendiamo serenamente che dalle frasi generiche si passi a qualche elaborato concreto su cui confrontarsi. La bussola di Rifondazione è quella di difendere il diritto dei cittadini a una città vivibile contrastando la tendenza a subordinare le scelte urbanistiche comunali a interessi ristretti e/o speculativi. Ho preferito non tenere un atteggiamento di scontro frontale di fronte a una delibera generica e raffazzonata per favorire un confronto di merito su cui la stragrande maggioranza dei cittadini non può che essere d’accordo con noi”.

Lo afferma Maurizio Acerbo esponente del Partito della Rifondazione Comunista di Pescara ala luce dell’approvazione del Consiglio comunale della città adriatica che con 19 voti a favore e soli due astenuti ha deliberato lo sviluppo in verticale dei fabbricati. Le norme decise consentono di superare il limite massimo di 25 metri di altezza per la costruzione di nuovi edifici. “Siamo riusciti a porre qualche elemento di buonsenso all’interno di una delibera di indirizzi per una variante al PRG che aveva contenuti tanto generici quanto pericolosi – spiega Acerbo -. Nei successivi passaggi siamo disponibili al confronto, ma faremo ostruzionismo a oltranza su tutte le operazioni volte ad aumentare ulteriormente il carico urbanistico di una città soffocata dal cemento. Innanzitutto si è stabilito che per la salvaguardia degli edifici storici si procederà con una variante specifica che avrà un iter autonomo ed è stato allargato l’ambito delle tipologie da sottoporre a tutela. Questo consentirà di non dover attendere l’elaborazione di una modifica più generale delle norme del PRG e si potrà concretizzare uno strumento di tutela previsto da un’ordine del giorno proposto dal sottoscritto e approvato dal Consiglio nel luglio scorso. Resta l’amarezza di aver dovuto attendere quasi un anno per vedere una delibera di 4 righe che poteva essere portata in Consiglio nel giro di quindici giorni (questo ritardo va colmato procedendo celermente alla redazione della variante di salvaguardia). Ora bisogna martellare l’amministrazione affinché ‘si finisca di proseguire sulla strada della montesilvanizzazione della città (che abbiamo bloccato con la nostra variante del 2007). Prima di tutto va chiarito che Pescara non ha bisogno di nuove volumetrie edificabili che il dimensionamento del PRG è già sovradimensionato e abbondano i locali vuoti. I nostri emendamenti hanno fissato dei ‘paletti’ negli indirizzi entro i quali verificare la possibilità di prevedere eventuali ‘verticalizzazioni’. In sintesi – aggiunge il consigliere del PdRC – abbiamo evitato che un aumento indiscriminato delle altezze consentite producesse la proliferazione di mostri edilizi. Innanzitutto dovrà essere obbligatorio un aumento delle aree di cessione e degli spazi liberi, perché il “grattacielo” dovrebbe  concentrare e ad assorbire in sé volumi già previsti dal PRG e i suoli così sottratti all’edificazione (il cosiddetto risparmio raggiunto) devono essere  vincolati. Ovviamente quindi niente aumenti degli indici di edificabilità. Si dovrà tenere conto della differenti aree della città e valutare l’impatto paesaggistico, sulla vista e gli edifici circostanti. La cosa più importante è che comunque non si potranno derogare le distanze previste dall’attuale PRG, anche se è echeggiata l’intenzione di manipolare la norma sulle B2 sulla base di una malintesa scarsa chiarezza. Per capirci si tratta della norma che prevede negli isolati del centro cittadino che l’altezza massima corrisponda alla media dell’altezza degli edifici del tratto di isolato su cui ricade l’intervento. E’ una norma che introducemmo per evitare che sorgessero palazzoni in mezzo a case a due o tre piani come accaduto in centro prima della nostra variante. La scusa per questa modifica sarebbe che il testo non è chiaro. In realtà non è così e comunque basterebbe un’interpretazione autentica da parte del Consiglio. E’ stato puntualizzato che non si potranno aumentare gli indici sulle aree agricole ed è stata eliminata la previsione di cambiare la destinazione degli immobili F3 ‘attrezzature e servizi pubblici’ evitando pericolose operazioni speculative. Rimane aperta l’intenzione di aumentare le volumetrie aggiuntive consentite in alcuni ‘piani di recupero’, ma spero che qualche approfondimento consigli una marcia indietro”.

Intanto domani è convocata una conferenza stampa di Sinistra Ecologia e Libertà, alle ore 11.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Pescara dal titolo: “Gestione del patrimonio immobiliare del comune, anche a Pescara una nuova affitopoli?”