Va a trovare un congiunto in carcere e ci resta. Lo arrestano i carabinieri di Lanciano

Damiano Miccoli, 61 anni, nativo di Taranto ma residente a Napoli è stato arrestato dai carabinieri di Lanciano che hanno eseguito  un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bologna, per l’espiazione di una pena residua di 5 anni e 1 mese. Miccoli, è stato sorpreso in un posto di blocco nelle pressi del carcere di Villa Stanazzo, dove era andato a trovare un congiunto. Dopo la notifica del provvedimento è stato accompagnarlo nell’istituto da cui era appena uscito.

Ad Altino, militari della Stazione di Casoli, nel corso di un servizio di controllo, hanno fermato il cittadino marocchino M.H., nato a Casablanca 41 anni fa e domiciliato in Guardiagrele, il quale è risultato non essere in possesso di regolare permesso di soggiorno nel territorio italiano. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Lanciano e accompagnato da personale del locale Commissariato di P.S. presso il centro di accoglienza di Lamezia Terme, su provvedimento emesso dal Questore di Chieti. A seguito di una denuncia di furto di un telefono cellulare, i militari della Stazione di Lanciano, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici relativi all’Imei, hanno potuto deferire in stato di libertà M.C., 60 anni, nato ad Ancona e residente a Camerata Picena per ricettazione. Se si fosse limitato, così come aveva fatto, a sottrarre al padre il portafogli e prendere dei soldi, non sarebbe stato passibile di alcuna denuncia. Invece, C.P., 30enne di origine colombiana, figlio adottivo della vittima, è andato oltre, sottraendo al genitore la carta di credito e spendendo ripetutamente i soldi dell’ignaro padre. L’uomo, in un primo momento, aveva presentato querela temendo di essere vittima di una frode informatica, per un danno di circa 10.000,00 € complessivi, a cui gli ignoti malfattori erano arrivati attraverso una serie di pagamenti. Ma quando dalle indagini è emerso che, in realtà, il malfattore non era affatto “ignoto”, ma aveva le generalità del suo figliolo adottivo, l’uomo aveva tentato di ritirare la denuncia. Il problema, però, è che l’indebito utilizzo di carta di credito è un reato. Quindi, C.P. è stato deferito dai militari della Stazione di Lanciano alla locale Procura della Repubblica. Erano a cena in un noto ristorante del centro storico di Lanciano, ma non si erano accorti della presenza dei carabinieri, che avevano potuto notare un fugace passaggio di un involucro tra i due ragazzi. Attesi fuori, non appena i due si sono accorti della presenza dei militari hanno provato a liberarsi della sostanza stupefacente: in particolare, si trattava di due involucri in cellophane contenente hashish, dal peso rispettivamente di 1.2 gr e 0.5 gr, sottoposta a sequestro amministrativo. I due, L.D.M., 20 anni, e A.F., 17 anni, entrambi nati ad Atessa e residente a Lanciano, sono stati segnalati presso l’Ufficio Territoriale di Governo; inoltre, sono stati deferiti il primo alla Procura della Repubblica di Lanciano e il secondo, essendo minore, a quella presso il Tribunale Minorile de L’Aquila.