Petrolio, sì alle ricerche dell’oro nero a largo di Vasto

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il 31 marzo scorso, ha rilasciato parere positivo per la ricerca di petrolio in mare da parte della società irlandese Petroceltic. La ditta è autorizzata ad acquisizione dati petroliferi tramite riflessione sismica e potenzialmente alla perforazione di pozzi petroliferi nel vastese. A scoprirlo e a renderlo pubblico, ci ha pensato Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice universitaria a Los Angeles, che lo ha scritto sul suo blog.

L’approvazione da parte della commissione di VIA era stata già conferita in data 28 luglio 2009, dopo soli tre mesi dalle richieste della Petroceltic. Il 21 maggio 2010 anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali aveva dato il suo parere positivo, incluso quello per la trivellazione di pozzi esplorativi. La cittadinanza era all’oscuro di queste approvazioni precedenti. Pochi giorni fa è arrivato anche il benestare del Ministero dell’Ambiente. Nel testo redatto nel 2009, la commissione VIA afferma: “Non sono pervenuti atti da parte della regione Abruzzo”.

Nel testo del 2010, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha sottolineato che “La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo – l’Aquila ha rilasciato parere favorevole” e che anche “la Soprintendenza per i beni architettonici dell’Abruzzo – Chieti ha concesso il suo nulla osta”. Nell’ultimo testo, quello del 2011 del Ministero dell’Ambiente, al quale i cittadini avevano inviato osservazioni di contrarietà in gran numero si afferma invece che “Considerato che le osservazioni pervenute si riferiscono già agli eventuali impatti generati dall’attività di prospezione sismica con la tecnica dell’airgun, per i quali la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA/VAS ha previsto misure di prevenzione e mitigazione nel quadro prescrittivo, sia quelli connessi con la perforazione del pozzo esplorativo che comunque non è soggetto del presente decreto ma lo sarà di una successiva istruttoria VIA nel cui ambito tali osservazioni potranno essere tenute in debito conto.” Il decreto porta la firma di Giancarlo Galan e di Stefania Prestigiacomo.

“La Petroceltic è dunque autorizzata a compiere riflessioni sismiche nel mare, con micro-esplosioni spesso dannosi a cetacei e delfini, per acquisire dati sulla presenza di petrolio nel sottosuolo. In caso positivo, la ditta potrebbe realizzare un pozzo esplorativo, simile ad Ombrina Mare, trivellato nel 2008. In tutti i documenti resi pubblici dal Ministero – dice la D’Orsogna -, non compare alcuna azione attiva da parte della regione Abruzzo nel rappresentare la contrarietà dei suoi cittadini. Compaiono invece quelli della provincia di Chieti, di Assoturismo, della Confcommercio e di una moltitudine di associazioni e di cittadini privati. Siamo fortemente preoccupati di questo ennesimo attacco alla nostra costa, perché non è chiaro se i pozzi esplorativi saranno sottoposti a nuova valutazione di impatto ambientale – come impone il Ministero dell’Ambiente – oppure se ne saranno esenti, come invece indica la commissione VIA e il Ministero dei Beni Culturali. La concessione – denominata d505 – si trova a 40 chilometri dalla costa e a soli 26 chilometri dalle Isole Tremiti. In giacenza presso il ministero ce ne sono altre, su aree più vicine alla riva. Temiamo che il permesso d505 sia solo il primo di una lunga serie e che autorizzarlo innescherà una catena di altri permessi ed autorizzazioni, in mare ed in terraferma. In altri paesi, come ad esempio lungo le coste est ed ovest degli Stati Uniti, vige il divieto assoluto di trivellazione a 160 chilometri da riva, per precauzione. Ci auspichiamo che l’approvazione di prospezioni sismiche, con possibilità di pozzo esplorativo siano un ulteriore campanello di allarme per tutte le autorità locali. Soprattutto ci auspichiamo che il governatore della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, finora troppo timido sulla questione idrocarburi, sia più attivo e tenace nella richiesta della VIA per il permesso esplorativo e che in futuro possa manifestare la sua contrarietà con coraggio, in maniera ufficiale – e non a parole – presso i Ministeri romani. Infine, il Ministero dell’Ambiente ha reso nota l’approvazione del permesso petrolifero sul suo sito web in data 29 Marzo 2011. In Abruzzo fino ad oggi 5 aprile 2011, nessuno se n’é accorto, sebbene esistano moltitudini di assessori e consiglieri all’ambiente, al turismo e anche addetti agli affari petroliferi. Duole sottolineare, ancora una volta, che ad accorgersi di queste notizie e a sollevare osservazioni, debbano essere cittadini di buona volontà e non le autorità pagate apposta per rappresentarci e proteggerci”.