La Petroceltic autorizzata a trivellare il mare davanti Pescara

In data 28 Febbraio 2011 il Ministero dell’Ambiente ha concesso alla Petroceltic – sempre lei – l’esito positivo per proseguimento alla VIA per “esplorare” il mare davanti a Pescara, Francavilla, Montesilvano. La Petroceltic può ora iniziare il suo iter presso il Ministero dell’Ambiente con la finalità di trivellare il mare davanti Pescara. L’iter è sempre lo stesso. La notizia non arriva da fonti ufficiali ma, come al solito, a farla circolare ci pensa Maria Rita D’Orsogna, la ricercatrice universitaria a Los Angeles, che lo ha scritto sul suo blog. “Iniziano con l’air gun, e con gli spari di aria compressa, poi con il pozzo esplorativo, e poi con il pozzo permanente per i prossimi 20 o 30 anni – dice la D’Orsogna che da anni si batte contro i progetti, a terra e in mare, che le compagnie petrolifere vorrebbero portare avanti in Abruzzo – . La concessione è di quasi 500 chilometri quadrati. Le prime carte per questa nuova istanza furono presentate al ministero circa un anno fa, in data 9 Marzo 2010 e poi pubblicate sul Bollettino Ufficiale della ricerca degli Idrocarburi e della Geotermia – il BUIG – in data 12 Marzo 2010. Nessuno ha avvisato la popolazione. Nel BUIG del 2010 si dice che “l’istanza interferisce con area sensibile per 0.52 chilometri quadrati” ma non si spiega quale sia questa area sensibile. Non ci sono per ora altri documenti ufficiali in merito. Come sempre, i cittadini sono gli ultimi a venire a conoscenza di cosa accadra’ al loro mare. Chiediamo al presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa – dice ancora la D’Orsogna – di attivarsi presso il Ministero dell’Ambiente e delle Attività Produttive per richiedere al più presto maggiori informazioni e una ferma azione di contrarietà a questo progetto. Chiediamo altresì che tutte le istituzioni regionali si facciano interpreti della volontà di popolo contro la petrolizzazione dei nostri mari, da Vasto fino a Teramo, e che Gianni Chiodi abbia finalmente il coraggio di difendere il suo elettorato e non restare passivamente a guardare, come già fatto troppe volte in passato. In questi giorni, Nichi Vendola in Puglia ha avuto forti parole di condanna per la concessione d505, in cui si autorizzava l’uso della pericolosa tecnica dell’air gun per esplorare al largo di Vasto e delle isole Tremiti. Chiediamo che Gianni Chiodi metta da parte le sue paure e le sue ideologie e faccia lo stesso. La salute dei nostri mari e della nostra gente non ha colore politico e ci riguarda tutti, da presidenti di regione e province fino all’ultimo dei cittadini”.