Amianto, la SMI chiede la riattivazione dell’impianto di Ortona

Il Tribunale Amministrativo Regionale, con la sentenza l‘8 aprile scorso, ha rigettato il ricorso che voleva impedire la riattivazione dell’impianto della S.M.I. – Società Meridionale Inerti – localizzato in contrada Taverna Nuova del Comune di Ortona per la raccolta di inerti in matrice cementizia contenenti amianto. Con questa decisione il TAR ha affermato e ribadito l’opportunità di mantenere attivo l’impianto S.M.I. per consentire una pronta e sollecita bonifica del territorio regionale abruzzese da manufatti contenenti amianto come da Piano Regionale di smaltimento amianto approvato dalla Regione Abruzzo nel 2007. Il nostro giornale, si è occupato di questa vicenda con una inchiesta che ha messo in luce la grave situazione nella nostra regione.  I sostanza il Tar ha rigettato tutte il ricorso promosso da Elvira Sarchese contro la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, il Comune di Ortona nonché, in qualità di controinteressata, la S.M.I. Società Meridionale Inerti di Vasto, che aveva come scopo quello di impedire la riattivazione del sito, a seguito del completamento dell’iter autorizzativo previsto dalla legge, e conclusosi nel luglio 2010. La sentenza ha chiarito, tra l’altro, importanti punti nodali dell’annosa vicenda: ha ritenuto che l’impianto, al contrario di quanto sostenuto dalla ricorrente e dai comitati di cittadini, non è un impianto nuovo, ma è un impianto esistente, con la conseguenza che il procedimento amministrativo seguito dagli enti preposti è stato corretto e, quindi, perfettamente valido;  la L.R. 2 agosto 2010 n. 36, approvata dalla Regione Abruzzo su proposta congiunta di un consigliere del PD ed un assessore, e con la quale si era cercato di impedire ope legis la riattivazione del sito, non si applica all’impianto della S.M.I., in quanto la legittimità degli atti amministrativi deve essere esaminata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della loro adozione ossia, nel caso di specie, al più tardi al luglio 2010; lo studio epidemiologico eseguito dalla S.M.I. e valutato dalla Regione era sufficiente ai fini dell’autorizzazione dell’impianto, in quanto ritenuto valido e sufficiente dal Comitato regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale. In sostanza, le pronuncia del Tar depotenzia qualsiasi forma di disinformata polemica e dovrebbe impedire qualsiasi ulteriore iniziativa politica, in particolare di alcuni consiglieri regionali e del Comune di Ortona, defatigatoria e contraria, come affermato dal Tar, al Piano di smaltimento dell’amianto approvato dalla Regione stessa nel 2007, dove si affermava, anzi si ribadiva, l’opportunità di mantenere attivo l’impianto per consentire una pronta e sollecita bonifica del territorio regionale dall’amianto. Ora la SMI, attraverso il Direttore Generale, Gianfranco Marrollo, ribadisce la funzione sociale di questo genere di impianto di smaltimento e rende noto che: la gestione sarà all’insegna della più totale trasparenza attraverso il controllo degli enti preposti e della comunità interessata; sarà dato incarico di monitoraggio ad un prestigioso centro di ricerca nazionale in materia ambientale e epidemiologica; contribuirà a eliminare le discariche abusive di amianto, presenti numerose nel territorio circostante, a titolo gratuito; provvederà allo smaltimento gratuito dell’amianto dai luoghi pubblici del Comune di Ortona frequentati da giovani e bambini, in primis le scuole e le strutture sportive; provvederà a stipulare convenzioni con le aziende produttrici di vino del territorio ortonese per lo smaltimento delle coperture in amianto presenti. La S.M.I. – riafferma Marrollo – è una società seria che opera da sempre nell’ambito della legalità e della trasparenza e ha come obiettivo primario la realizzazione di un impianto a “5 stelle” che non arrechi problemi alle colture e agli abitanti della contrada e che liberi l’Abruzzo da pericolose discariche abusive di amianto e da manufatti pubblici e privati contenenti amianto.

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