Amianto, la SMI chiede la riapertura della discarica in contrada Taverna Nuova di Ortona

Il 28 aprile di ogni anno, come stabilito nella Conferenza Europea sull’Amianto, tenutasi a Bruxelles nel settembre 2005, si celebra la giornata mondiale vittime dell’amianto.

A diciotto anni dalla legge 257 del 1992 che lo metteva al bando, l’amianto è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati. La sua presenza, anche nelle nostre case, è ancora molto alta e il rischio per la salute ancora attuale. L’amianto è nei tetti, nelle condutture, nei cassoni per la raccolta di acqua potabile, nelle canne fumarie o all’interno dei pavimenti vinilici e va ricercato negli edifici costruiti prima del 1992, anno della messa al bando del suo commercio.

Secondo le stime del CNR e di Ispesl ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il territorio nazionale e un miliardo circa di metri quadri di coperture in eternit sui tetti. Questa presenza di amianto è letale ed assolutamente pericolosa per l’uomo diventa quindi necessario procedere alla sua bonifica.

La S.M.I. – Società Meridionale Inerti – proprietaria dell’impianto per la raccolta di inerti in matrice cementizia contenenti amianto, localizzato in contrada Taverna Nuova del Comune di Ortona, a seguito della sentenza n.246 del 08.04.2011 che ha rigettato il ricorso che voleva impedire la riattivazione dell’impianto di smaltimento ribadisce la funzione sociale di questo genere di impianto di smaltimento che ha come obiettivo quello di liberare l’Abruzzo da pericolose discariche abusive di amianto e da manufatti pubblici e privati contenenti amianto. La S.M.I. vuole rendere l’Abruzzo libero dall’amianto presente in modo massiccio negli edifici e nelle località censite e contenute nella mappa regionale amianto che di seguito alleghiamo.

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