Ztl a Lanciano, in 114 ricorrono al Tribunale amministrativo regionale

114 firme per bloccare la zona di traffico limitato nei quattro quartieri storici della città. Il ricorso teso a fermare il provvedimento dell’amministrazione comunale di Lanciano numero 51 del 4 marzo scorso, che dovrebbe entrare in funzione dopo le prossime elezioni comunali con la nuova amministrazione comunale, è stato presentato oggi al Tribunale amministrativo regionale, sezione di Pescara. A proporlo attraverso l’avv. Mario Di Iullo, i cittadini che si sono costituiti in comitato spontaneo. Sono artigiani, commercianti, ‘domiciliati con contratto di affitto’,  impiegati, lavoratori, portatori di handicap che vivono tra Civitanova, Sacca, Lancianovecchia, Borgo, Piazza Plebiscito, Via Monte Maiella e Corso Trento e Trieste”. Da quel che si legge nel ricorso, i firmatari, ma i cittadini interessati sono molti di più, ritengono che i provvedimenti impugnati “comportino una illegittima compressione dei loro primari diritti, anche di ordine costituzionale, quali quello alla libertà di circolazione e della libertà di impresa nonché il diritto alla privacy”. Sempre tra le righe del ricorso si sostiene un vizio del provvedimento perché “l’Amministrazione non ha dato comunicazione ai cittadini residenti nei quattro quartieri storici, interessati al provvedimento di limitazione della circolazione veicolare, dell’avvio del procedimento volto all’adozione del “regolamento di disciplina delle zone a traffico limitato”. Comunicazione che, invece, è ritenuta necessaria dalla giurisprudenza, la quale ha avuto modo di chiarire che “occorre la comunicazione di avvio del procedimento volto all’adozione di un’ordinanza comunale contenente misure antitraffico radicali e comunque fortemente incidenti sulla precedente accessibilità e fruibilità dei luoghi interessati”. Non solo: viene posto ai giudici del Tar anche un problema di incompatibilità. Il provvedimento   avrebbe dovuto deciderlo il sindaco, anziché il consiglio comunale. Infine, altro aspetto che i 114 hanno sollevato riguarda la questione del Piano Urbano del Traffico. In sostanza, viene detto che le zone a traffico limitato “sono state istituite e regolamentate senza la necessaria prodromica adozione del PUT. Ai comuni con popolazione residente superiore a trentamila abitanti s’impone l’adozione del piano urbano del traffico, peraltro da aggiornare ogni due anni, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e previa valutazione coerente degli effetti, con un equo bilanciamento degli interessi coinvolti, per evitare che, vieppiù in carenza di parcheggi compensativi e pertinenziali, la limitazione alla circolazione veicolare si traduca in una interruzione al traffico e in un divieto di sosta generalizzato. Sotto altro profilo, non risulta siano stati adeguatamente studiati e valutati i presupposti e le conseguenze delle misure adottate con riferimento al dichiarato intento di contenere la presenza di sostanze inquinanti nell’aria né motivato il loro contenuto con riferimento alle esigenze cittadine. Viceversa i riflessi sociali ed economici derivanti dall’adozione della ztl – si legge infine nel terzo punto del ricorso – sono devastanti, posto che già nella presente fase di esercizio provvisorio si è verificato un pressoché totale svuotamento del centro storico: peraltro nell’intero arco della giornata, cioè anche negli orari di libera circolazione, con evidenti ripercussioni anche sulle iniziative imprenditoriali finora fiorenti in quei luoghi”.

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