Acqua, i sindaci del centro sinistra chiedono l’immediata convocazione dell’assemblea ATO e la soppressione della ISI

 

Non è affatto piaciuta ai sindaci del centro sinistra dell’area frentana e del vastese, che fanno parte dell’ente d’ambito idrico di Lanciano, la critica mossa da Confindustria, che ieri li ha attaccati sostenendo che la mancata approvazione del piano d’ambito locale da parte dell’assemblea dei primi cittadini è stata un “danno per la provincia di Chieti”. Non ci stanno perché è “stata fatta di tutt’erba un fascio – ha detto Camillo Di Giuseppe, sindaco di Altino e segretario provinciale del PD. Insieme a lui replicano e fanno dei distinguo non trascurabili, il sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, Tonino Innaurato, primo cittadino di Gessopalena e Ernesto Sciascia, che guida Monteodorisio. Con loro anche il segretario regionale Silvio Paolucci e il capogruppo in Regione Camillo D’Alessandro. Tengono una conferenza stampa al Palazzo degli Studi di Lanciano per rilanciare la loro linea sulla questione acqua.

Parlano tutti a nome dei 35 sindaci del centrosinistra e chiedono due cose: la convocazione da parte del Commissario regionale, Caputi, dell’assemblea dell’Ato e l’immediato scioglimento della Isi, la società del patrimonio. Ma prima replicano seccamente a Confindustria. “Arriva tardi – afferma con veemenza Innaurato -. E’ da mesi che ci battiamo per l’approvazione del piano e se c’è qualcuno che non è stato alle regole sono proprio i nostri colleghi del centro destra. Ad essere penalizzate sono soprattutto le imprese edili, che dovrebbero eseguire gli interventi previsti nel settore delle reti idriche. Si lanciano accuse senza sapere che nonostante avessimo raggiunto un accordo al momento di procedere proprio il sindaco di Lanciano, Paolini, ha abbandonato i lavori. La cosa grave – aggiunge il sindaco di Gessopalena – è che senza il piano non si può intervenire per mettere a posto le reti e, soprattutto per mettere a norma e realizzare i depuratori. E non è di poco conto tutto ciò, dal momento che è l’Europa che ci sollecita di metterci in regola. Sulla Isi, poi, è tempo di dire basa. Ma come, la Regione stessa afferma che deve essere soppressa e qui, unico caso in Abruzzo, continua a vivere. Senza contare che da 4 anni aspettiamo che venga convocata l’assemblea per l’approvazione dei bilanci. La realtà è che viviamo una situazione drammatica”.

Va su considerazioni di carattere politico Marchese: “Si sta giocando una grande partita su acqua, su luce e gas. C’è un disegno preciso: consegnare l’acqua dei privato. Anche con il provvedimento di riforma regionale, approvato di recente, si va a ledere il diritto di gestione dell’acqua da parte dei sindaci. E questo è intollerabile. E’ un intervento a gamba tesa su dei sindaci democraticamente eletti” .

Ma non è finita qui. Sulla Isi, D’Alessandro è intenzionato a chiedere l’intervento della magistratura: “Aspetto di avere tutte le carte in mano dopo l’esame della Commissione regionale di Vigilanza e se ci sono gli estremi li porterò in procura”.

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