Lavoratori della Cgil in piazza: “Questa regione è quella con il maggior numero di cassa integrati in Italia”

Da Sulmona a Lanciano, da Pescara a Teramo per la manifestazione che la Cgil ha organizzato in occasione dello sciopero generale. Quattro città per chiedere con forza maggiore attenzione alle problematiche del lavoro. A Sulmona, dove la crisi occupazionale è in atto da tempo e prosegue inesorabile a far registrare livelli davvero preoccupanti (oltre il 30% di disoccupazione con le ultime fabbriche che continuano a chiudere e 1000 persone in cassa integrazione), si sono  ritrovati i lavoratori dei centri della provincia aquilana, duramente colpita dal sisma. In piazza XX Settembre si sono avuti i discorsi dei rappresentanti sindacali, dei politici e degli studenti. Hanno sfilato a fianco dei lavoratori l’onorevole Giovanni Lolli, i consiglieri regionali Giovanni D’Amico e Giuseppe di Pancrazio, il consigliere provinciale Enio Mastrangioli, il presidente della Comunità montana peligna Antonio Carrara e alcuni consiglieri comunali d’opposizione.  Molti i negozianti che durante lo svolgimento della manifestazione hanno abbassato le saracinesche. Dai dati forniti dalla Cgil avrebbero aderito alla manifestazione il 100% dei lavoratori dell’officina ferroviaria di Trenitalia con sede a Sulmona, il 30% dei dipendenti della Magneti Marelli e il 50% del Palazzo di giustizia. Hanno aderito anche i Comitati cittadini per l’ambiente, l’Uds, Rifondazione comunista, il sindacato dei pensionati, i precari della scuola, metalmeccanici e gli studenti.

A Lanciano, si è tenuta invece la manifestazione che ha richiamato nel centro frentano delegazioni di lavoratori della provincia di Chieti. Oltre 2000 in corteo per le vie del centro cittadino, con rappresentanze di dipendenti del mondo della ricerca, come quelle del Mario Negri Sud, di Santa Maria Imbaro e della Procter&Gamble di Sambuceto. Il corteo è stato aperto dalle lavoratrici della Golden Lady di Gissi, a sottolineare come le donne abbiano subito il maggior contraccolpo per la crisi. Alla manifestazione il segretario generale della Cgil-Filt, Franco Nasso, il segretario generale Fiom Abruzzo, Nicola Di Matteo, il segretario Cgil Chieti, Michele Marchioli e Antonio Iovito, il segretario Fiom-Chieti, Marco Di Rocco, il senatore Legnini (PD), il segretario regionale del Partito Democratico, Silvio Paolucci. Tra i manifestanti rappresentati del comitato refendario ‘2 Si’ per l’Acqua Bene Comune’.

A Teramo hanno aderito allo sciopero in 4 mila con larga rappresentanza dei lavoratori delle tantissime aziende (2721) al momento disoccupati. Al corteo, il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, il segretario provinciale Giampaolo Di Odoardo. “Siamo una Regione che conta 50mila disoccupati e 37 mila cassaintegrati – ha dichiarato Di Cesare – numeri che di vedono ultimi in Italia per estensione delle nuove povertà, oggi insieme chiediamo risposte”.

In migliaia anche a Pescara. “L’ufficio di collocamento di Pescara ha aumentato i suoi iscritti da 37.000 a 45.000 – ha spiegato il segretario provinciale della Cgil Paolo Castellucci”. L’allarme del sindacato è anche per quelle fasce di età, dai 50 ai 65 anni, che risultano senza garanzie “la metà dei nuovi iscritti a Pescara al collocamento sono in questa fascia, segno che la crisi colpisce e produce disoccupati puri, senza pensione o sostegno, di difficile ricollocazione. Nel totale disinteresse delle istituzioni ci sono centinaia di cittadini che stanno entrando nelle fasce di povertà”.

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