Per la Fiom l’accordo Sevel-Psa volge al termine

“Il futuro della Fiat e della Sevel di Atessa, non è affatto chiaro. La casa torinese  guarda agli Stati Uniti con la Chrysler, ha fabbriche in Turchia, Serbia, Polonia e produrrà in Cina a partire dal 2013 un veicolo commerciale della Iveco identico al Ducato. Questi fatti contrastano con la presunta strategia di Fiat in Val di Sangro, le strade di Psa e Fiat si stanno dividendo, la proroga di due anni dell’accordo per la Sevel di Atessa conferma questo andamento, perchè si tratta di una proroga, e non di un rinnovo, che non guarda al futuro”. È categorico il segretario regionale della Fiom, Nicola Di Matteo. La notizia del prolungamento dell’accordo strategico tra Fiat e Psa (Peugeot-Citroen) per la produzione di veicoli commerciali leggeri in Val di Sangro fino al 2019, non lo convince affatto. Anzi, getta molte ombre sul destino dell’azienda nell’area più industrializzata del Centro Sud d’Italia. Dubbi e perplessità che Di Matteo spiega in conferenza stampa nella sede della Cgil di Lanciano. E non manca di lanciare un messaggio alle altre sigle sindacali: “Hanno preferito guardare al contesto attuale piuttosto che al futuro. Ora dovrebbero riflettere perché la strategia industriale tra i due gruppi è finita”. Anche perché non c’è nulla di sicuro. La verità è che se prolungamento dell’intesa c’è stato finora non c’è alcuna certezza. La notizia è stata data alla stampa.

Ma c’è un altro aspetto sul quale la Fiom fa sentire la sua voce. A parlarne è il segretario provinciale Marco Di Rocco. “Ieri sera alla Rsu di fabbrica i dirigenti aziendali hanno annunciato da oggi l’arrivo di 150 lavoratori da Cassino, Mirafiori e Pomigliano, per coprire solo 4 giorni, a prezzi raddoppiati, fino a mercoledì prossimo. Non comprendiamo tale decisione che, sospettiamo, è legata all’impegno dei lavoratori nei seggi elettorali, ai quali l’assenza verrà scalato come permesso individuale”.

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