Provincia di Chieti, presentato studio di fattibilità per la Costa dei Trabocchi

“L’industria turistica è la salvezza della nostra provincia perché altrimenti saremo sempre vittime delle crisi cicliche, specie di quelle legate all’industria manifatturiera. Quello che presentiamo oggi è uno Studio rigoroso, che si integra alla Via Verde e dunque alla pista ciclopedonale. Al riguardo ho incontrato il Ministro Raffaele Fitto al quale ho chiesto di inserire la pista ciclopedonale nel programma per il Sud. Voglio evidenziare – ha concluso Di Giuseppantonio – che per la prima volta siamo in presenza di un lavoro fatto da tutti i soggetti, che nei vari settori operano sul territorio, e che ha trovato ampia condivisione”.

È quanto ha detto il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio questa mattina nel presentare lo Studio di fattibilità del Comprensorio turistico della costa dei Trabocchi, comprensorio che si propone di coinvolgere anche le aree collinari e montane, una realtà che si caratterizza per i 45 chilometri di litorale, i 27 trabocchi, i 29 Siti di interesse comunitario, le 10 Riserve naturali regionali e i 4 Porticcioli turistici. Presso la Provincia di Chieti erano presenti il sindaco di Lanciano, gli assessori provinciali Remo Di Martino e Nicola Campitelli, i rappresentanti di tutti i partner che hanno contribuito alla sua realizzazione. Lo studio, condotto dalla Provincia, dall’Istituto per il turismo della Camera di Commercio di Chieti (ISNART) unitamente ai Patti Territoriali Sangro – Aventino e Trigno Sinello, a Confindustria Chieti, Confcomercio, Sangritana, Cna e Confartigianato, indica le strategie e le azioni per il rilancio del turismo e si propone di migliorare l’accessibilità dei turisti. L’obiettivo è, entro il 2016, di portare le presenze turistiche, che nel biennio 2007-2009 sono state 4.690.225, con un fatturato di 392.967.115 euro, a 5.631.856, con una ricaduta di 510.065.995 euro. Al primo posto tra i criteri di riferimento dello Studio c’é il mare, che resta il prodotto trainante con circa il 54%, seguito da ecoturismo e vacanza attiva, l’enogastronomico, il turismo religioso e quello sportivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *