Estrazioni ai piedi del Lago di Bomba, la Forest Oil convoca incontro con i cittadini. La D’Orsogna: “La zona è idrogeologicamente fragilissima”

La Forest Oil incontrerà la cittadinanza di Bomba nella sala Pluriuso del Comune per illustrare il suo controverso progetto di estrazione e raffinazione di idrocarburi ai piedi dell’omonimo lago, in località Colle Santo – Monte Pallano. L’appuntamento è per il prossimo 5 Giugno. Il progetto, come si ricorderà, è stato proposto dalla Forest Oil Corporation il 15 marzo 2010 ed ha subito incontrato la ferma reazione dei cittadini di Bomba e della associazioni spontanee e ambientaliste. A dare l’annuncio dell’incontro e a contestare il progetto della società, Maria Rita D’Orsogna, ricecatrice dell’Università della California, che da anni si batte contro i programmi di estrazione petrolifera nella nostra regione. “Nel comunicato della società si afferma, in barba alle più elementari leggi della fisica, della chimica e della logica, che l’impianto di desolforazione previsto avrà impatti pressoché nulli sul territorio e che porterà solo benefici alla città e alla regione – dice la D’Orsogna -. Noi, cittadini indipendenti e non pagati da nessuno, non ci crediamo e ricordiamo che il desolforatore della Forest Oil è semplicemente una variante del Centro Oli di Ortona. Non crediamo alla propaganda della Forest Oil”. E la D’Orsogna spiega anche i motivi. “Il direttore della Forest Oil International, Ronald Brown,  nel 2008 aveva affermato ai suoi investitori americani che la zona presenta molte similitudini con il Vajont e che proprio per questo l’ENI aveva rinunciato a trivellare il lago, una zona idrogeologicamente fragilissima e già sottoposta a fenomeni di frane e di smottamenti. Nel suo rapporto di VIA analizzato in dettaglio, la Forest Oil aveva affermato candidamente che le emissioni sarebbero state superiori a quanto previsto dalle già larga legislazione italiana. La provincia di Chieti, attraverso le dichiarazioni del suo presidente di Provincia, Enrico di Giuseppantonio, ha già manifestato di essere contro ogni tipo di trivellazione selvaggia sul territorio d’Abruzzo perché incompatibili con le aspirazioni dei suoi residenti. Centinaia di lettere di opposizione sono state mandate agli uffici di VIA della regione Abruzzo di Antonio Sorgi da parte di comitati, scienziati liberi, tecnici, commercianti, esponenti della chiesa, secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che afferma che la volontà popolare è vincolante. Le lettere hanno messo in evidenza le ripercussioni negative dell’impianto della Forest Oil a Bomba per tutti i portatori di interesse. E’ la storia del Centro Oli che si ripete, la ditta proponente cerca di far passare per utile alla collettività un progetto che serve solo alle loro speculazioni di industriali stranieri che non conoscono nulla dell’Abruzzo. Esortiamo l’assessore all’ambiente Eugenio Caporrella, il presidente della provincia di Chieti Enrico di Giuseppantonio, il sindaco di Bomba Donato Di Santo e il responsabile VIA Antonio Sorgi a farsi interpreti seri e onesti della volontà popolare perché l’Italia è una democrazia e non un campo di gas aperto a speculatori senza scrupoli venuti chissà da dove. Infine, invitiamo tutti ad attivarsi perché non possono esistere cittadini di serie A e di serie B. Se il centro Oli non era giusto per Ortona non può nemmeno esserlo per Bomba, e per nessuna altra località d’Abruzzo”.

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