Delitto Rea, Parolisi chiede l’incidente probatorio e la famiglia di Melania si oppone

Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, difensori di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore capo dell’esercito, unico indagato per l’omicidio della moglie, Melania Rea, hanno fatto richiesta oggi di incidente probatorio. L’iniziativa è stata attuata “per verificare davanti ad un giudice terzo luogo, ora e dinamica del delitto”. “Parolisi, al contrario di quanto si è pensato dopo l’interrogatorio di venerdì scorso – dice l’avvocato Biscotti – vuole anche lui farsi parte attiva nella ricerca della verità, e per questo vuole che con l’incidente probatorio si riesca a fornire un contributo importante in direzione della stessa”. Dipenderà poi dall’esito dell’iniziativa, da tenersi con le parti e davanti al gip, e che mira ad anticipare la formazione della prova, se i legali del militare chiederanno o meno che l’inchiesta venga trasferita per competenza alla Procura di Teramo. Questo anche perché Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana scomparsa il 18 aprile scorso e che abitava a Folignano con suo marito e una figlia di 18 mesi, è stata trovata morta, brutalmente assassinata con 32 coltellate, due giorni dopo, il 20 aprile, nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella del Tronto, sul versante teramano della Montagna dei Fiori.

Contro l’istanza avanzata dai difensori di Parolisi si opporranno i familiari di Melania, parti offese, come già annunciato dall’avv. Mauro Gionni.  Entro due-tre giorni comunque il Gip Carlo Calvaresi avrà in mano i pareri in base ai quali adottare la sua decisione. Nel frattempo, dovrebbe slittare alla prossima settimana la consegna della relazione finale dell’anatomopatologo Adriano Tagliabracci sull’autopsia di Melania.

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