Finalmente la risonanza magnetica al ‘Renzetti’ di Lanciano

L’ospedale Renzetti di Lanciano ha da oggi la risonanza magnetica. L’apparecchiatura, costata un milione e mezzo di euro, era molto attesa perché si va a colmare un vuoto nei servizi offerti nel nosocomio frentano e, al momento, è avviato solo in via sperimentale: sarà operativo per l’utenza appena dopo l’estate. All’inaugurazione presenti il sindaco Mario Pupillo, l’assessore regionale al personale e risorse umane, Federica Carpineta, il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio, Emilio Nasuti, il manager della Asl Lanciano-Chieti-Vasto, Francesco Zavattaro, e il direttore sanitario Amedeo Budassi. Per il funzionamento dell’apparecchio arriveranno da Chieti, dove già c’è un servizio analogo, tecnici che addestreranno quelli che saranno predisposti al servizio di Lanciano. La sofisticata apparecchiatura che è destinata a ridurre i tempi di attesa per quanti sono costretti a sottoporsi a tale esame diagnostico. Si tratta di uno strumento fondamentale per lo studio dell’addome, della mammella, del sistema neurologico e vascolare oltre che dell’apparato muscolo-scheletrico.

Si attendeva l’arrivo del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, che all’ultimo momento ha fato forfait. Il commissario alla sanità ha affidato a una nota stampa la sua soddisfazione per il nuovo traguardo raggiunto per un ospedale, come il Renzetti, che non verrà depotenziato. Almeno stando a quanto affermato da alcuni esponenti regionali del centro destra.

“Si tratta di un’apparecchiatura di ultima generazione e ad altissima tecnologia che va ad affiancare la risonanza magnetica installata presso l’Ospedale di Chieti oltre a quella già operante presso l’Università ‘G.d’Annunzio’ – ha detto Chiodi -. Si tratta di ulteriore segnale positivo nell’impegnativo percorso di costruzione di una sanità di qualità che abbiamo intrapreso da tempo insieme al management ed a tutti gli operatori sanitari del nostro territorio.  La nuova frontiera della sanità abruzzese – ha aggiunto Chiodi – è fatta sia da professionalità ad alto livello che di strumentazioni diagnostiche ad elevata tecnologia come la stessa risonanza magnetica. Per questo, va compiuto uno sforzo anche sotto il profilo della formazione e quindi dell’alta specializzazione del personale e non a caso si sta lavorando anche in questa direzione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *