Di Ciano (La Destra): “La limitatezza delle liste civiche provocherà altri danni alla nostra Lanciano”

La Destra è stata facile profeta: d’altro canto c’è poco da meravigliarsi se a guidare la città ci ritroviamo un guazzabuglio da prima Repubblica. Quale credibilità può avere un governo cittadino che ha al suo interno chi per anni ha militato tra destra e sinistra? E quali idee potranno venir fiori da chi, prima del secondo turno elettorale del maggio scorso, si dava guerra ed era l’uno contro l’altro? Nel palazzo comunale di questa città abbiamo delle maschere che hanno preso il posto dei volti, indossate solo e soltanto per opportunità personali. Come potranno mai sopportare questa situazione IdV, Rifondazione Comunista, i Verdi? Altro che dignità politica”.

Va giù duro Bruno Di Ciano, segretario de La Destra di Lanciano che in un comunicato stampa attacca l’attuale amministrazione ma anche una parte del centro destra “ci ha messo del suo” nelle ultime elezioni amministrative. “Noi abbiamo appoggiato il candidato Bozza perché interpretava quel cambiamento che auspicavamo, decisivo per Lanciano – ricorda Di Ciano, che po affonda il colpo -. Non si è riusciti a voltare pagina e il motivo lo si capisce bene dalla lettura della lettera che il sindaco uscente, Filippo Paolini, ha inviato in questi giorni ai lancianesi: un elenco che ricorda molto quelli che diligentemente mettono su solerti impiegati comunali. Le prime azioni messe in atto dalla nuova amministrazione sono appunto il frutto delle diverse ideologie, che mostrano confusione e approssimazione. Ci si preoccupa più di badare ai labili equilibri tra le forze in campo, che a un vero progetto di rilancio della città. Come per l’Ente Lancianofiera, dove si è ripetuto esattamente il passato: le scelte che sono state operate dal Comune di Lanciano riflettono le logiche che hanno portato alla rovina l’ente. Ancora una volta si è preferito assegnare compiti a chi non ha esperienze e tantomeno competenze. Lanciano perderà la Fiera – ripete Di Ciano -: è dal 2007 che cerco di farlo presente ma sono stato sempre inascoltato, tanto a sinistra, quanto a destra. LancianoFiera è stata sorpassata da altre rassegne, ha un debito che attualmente non è sanabile, non è più credibile e soprattuto non ha identità. Esiste uno stato di confusione generale a cominciare dall’interpretazione, del tutto personale, sul ruolo che dovrebbero svolgere gli stessi consiglieri, sempre più presenti sui media come se l’Ente fosse un affare loro. Non c’è chiarezza da parte dell’amministrazione comunale nemmeno sul nuovo ospedale. Nell’era della globalizzazione, della collaborazione tra i comuni ci si ostina a ripetere che il Renzetti deve restare a Lanciano, senza rendersi conto che spostarlo in una zona periferica della città potrebbe davvero offrire alla domanda dei cittadini, tutti, anche quella dei centri limitrofi. Realizzarne uno nuovo con strutture moderne, in una zona con traffico limitato, con collegamenti meno faticosi degli attuali, è invece fondamentale. Invece, si porta ancora avanti quella visione localistica che ha portato all’isolamento di Lanciano – dice il segretario lancianese de La Destra -. E che dire dell’organizzazione degli eventi estivi della città? Sono stati riconfermati quelli degli anni passati e le uniche novità proposte vanno esattamente al contrario delle aspettative degli esercenti. Ma come si fa a proporre una rassegna enogastronomica, proponendo al pubblico prodotti che vanno in concorrenza con i ristoratori della città? Eppoi, con il programma proposto per quale motivo un turista dovrebbe lasciare località della costa per venire a Lanciano? Dove sono finiti i progetti di rilancio del centro cittadino e sull’ex ippodromo che avevamo incantato in campagna elettorale? Nulla. E dire che proprio chi oggi ci governa contestava, fino a pochi mesi fa, l’inadeguatezza dei programmi sul turismo del governo Paolini: una città ferma, accusavano.

Non trova nemmeno giustificazione la mancanza di tempo per allestire manifestazioni diverse: a Vasto, che come Lanciano ha rinnovato l’amministrazione comunale, è stato messo in piedi un cartellone di avvenimenti d’avanguardia. Non regge nemmeno la scusa della mancanza di fondi: è proprio in questi momenti che si vede l’amministratore. La Destra aveva proposto rassegne sul marketing territoriale, una vetrina sulle tipicità, manifestazioni di carattere sportivo nell’area dei viali, già sperimentate, di poca spesa e capaci davvero di diversificarsi. Altro che cambiamento: qui viene fuori ben chiara una sola cosa, la limitatezza delle liste civiche e questo non potrà che provocare altri danni alla nostra Lanciano”.

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