La strage in Norvegia dal racconto di una lancianese

“Un’esplosione fortissima che ha fatto letteralmente tremare le pareti di casa: abbiamo capito subito che si trattava di qualcosa di straordinario”. Nella tranquilla Norvegia si continua a contare le vittime del duplice attacco che ieri ha dilaniato Oslo e di cui ancora non si conosce la matrice. Una strage: le vittime, tra l’attentato nella capitale e la sparatoria nella vicina isola di Utoya, dove erano riuniti i giovani socialdemocratici, sono più di novanta. All’Agenzia Agi, poche ore dopo dall’esplosione che ha devastato l’area di governo, investendo gli uffici del premier, Jeons Stoltenberg, e altri sedi del governo, causando almeno sette vittime, il racconto di una giovane abruzzese che vive ad Oslo dal 2005, Venusia Vinciguerra, originaria di Lanciano, che al giornalista Pier Paolo Di Nenno ha riferito: “Abito a 2 km da dove è avvenuta l’esplosione – racconta all’AGI la donna – e lavoro a 500 metri dalla zona colpita, ma oggi sono tornata a casa prima dal lavoro perché è un venerdì estivo. Mio marito, norvegese, si trovava al lavoro al momento dell’esplosione e il suo edificio è stato evacuato dalla polizia. Si sentono le sirene delle ambulanze e gli elicotteri che volteggiano sul centro: sembra che la polizia stia valutando la possibilità di chiudere la metropolitana, che al momento e’ ancora aperta. C’é poca gente in giro, anche se qualche mezzo pubblico gira nelle strade, così come i taxi. La Norvegia – spiega Venusia Vinciguerra, che lavora per un’associazione scout norvegese dopo aver conseguito ad Oslo il master in Scienze politiche – è un Paese dove la polizia non gira armata e dove i politici non hanno scorta, li incontri facilmente in giro a piedi: è una scelta precisa che rende il Paese vulnerabile in casi come questo. Nessuno si aspettava una cosa del genere – aggiunge – anche se un allarme minimo esisteva, soprattutto dopo la pubblicazione delle vignette satiriche”.

Oggi si continua a scavare tra le macerie degli edifici colpiti e per recuperare i corpi della folle sparatoria sull’isola dove erano riuniti circa cinquecento adolescenti, ma anche ex politici del Partito laburista alla guida del governo e dove era atteso lo stesso premier. Le vittime sono state circa ottanta. Secondo la tv norvegese Tv2, la polizia ha arrestato Anders Behring Breivik,  32 anni, che avrebbe legami con partiti dell’estrema destra norvegese. Sul suo profilo di Facebook, che è stato rimosso, Breivik si era descritto come un conservatore, cristiano, celibe, appassionato di caccia e di videgames come “World of Warcraft” e “Modern Warfare 2”. Durante la trascorsa notte, la polizia ha perquisito sia l’appartamento in cui aveva vissuto nella zona occidentale di Oslo, che la sua nuova abitazione, sita a nord della capitale norvegese. Secondo il suo profilo Facebook, Anders Behring Breivik era direttore di Breivik Geofarm, un’azienda agricola biologica che probabilmente gli ha permesso di accedere alle sostanze chimiche fertilizzanti con cui poi ha fabbricato gli ordigni esplosivi.

“Una strage che ha colpito profondamente il paese – dice ancora Venusia Vinciguerra -: politici, giornalisti e gente comune, seppur duramente colpiti, hanno affrontato quanto accaduto con la massima compostezza”.

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