Rifiuti, arrestato l’ex presidente del consiglio regionale Roselli

L’ex presidente Pd del Consiglio regionale Marino Roselli, attuale coordinatore regionale dell’Api è stato arrestato, all’alba, dagli agenti del corpo forestale dello Stato di Pescara nell’ambito dell’inchiesta sull’Urbanistica, gli accordi di programma e i rifiuti al Comune di Spoltore. Assieme a Roselli sono stati arrestati anche il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli (Pd) e il vice presidente della società Ambiente Spa, Luciano Vernamonte. I tre – tutti agli arresti domiciliari – sono accusati di associazione per delinquere, corruzione, falso ideologico e abuso d’ufficio. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, su richiesta del pm Gennaro Varone. Diversi anche gli indagati. L’inchiesta ha preso il via un anno e mezzo fa circa con una serie di sequestri al municipio di Spoltore. Le indagini sono state coordinate dall’ex comandante provinciale della forestale Guido Conti, attualmente in servizio in Umbria.

Oltre al coordinatore regionale dell’Api, Marino Roselli, il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli (Pd) e il vicepresidente della società Ambiente Spa, Luciano Vernamonte, risultano indagati nell’inchiesta sul Comune di Spoltore: l’imprenditore Alessandro D’Onofrio, titolare delle ditte «Masserra costruzioni» e «D’Onofrio costruzioni»; l’ex assessore comunale all’Urbanistica, Ernesto Partenza; il ginecologo Luigi Zampacorta, nel suo ruolo di imprenditore; il consigliere comunale di maggioranza, Pino Luigioni; l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Claudio Santurbano; il responsabile di zona della Maggioli Spa, Enzo Giansante; il responsabile Lavori pubblici del Comune di Spoltore, Tullio Michele Ernesto Santroni; il geometra addetto all’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Del Pretaro; il costruttore Alessio Carletti ed il responsabile dell’Ufficio Autorità di bacino della Regione Abruzzo, Angelo Mario D’Eramo.

Le reazioni

“La nostra èuna storia di garantismo e difesa dei diritti ed anche in questo caso questo e’ il nostro atteggiamento, ma questa vicenda e’ tuttavia un ulteriore colpo alla fiducia degli abruzzesi verso le istituzioni”. Così, in una dichiarazione congiunta, commentano l’inchiesta su Spoltore il segretario regionale del Pd Abruzzo, Silvio Paolucci, il segretario provinciale del Pd di Pescara, Antonio Casricone e il segretario cittadino del Pd di Spoltore, Giovanni Tremante. “Da tempo – ricordano – denunciamo la grave anomalia di Spoltore, dove un radicato sistema di potere personale si e’ sostituito alla politica ed alla partecipazione. Noi abbiamo avuto il coraggio di assumere decisioni di radicale rottura con quel sistema, espellendo dal partito chi politicamente cercava l’appoggio del centrodestra e rifondando il Pd su basi nuove. Oggi il nostro partito a Spoltore, guidato da una nuova generazione di dirigenti, è la principale forza di opposizione. Altri partiti, anche del centrosinistra, avrebbero dovuto avere lo stesso coraggio. Ora, come chiediamo da ben prima degli arresti, si dia ai cittadini di Spoltore la possibilità di scegliere una nuova amministrazione, con un salutare ritorno alle urne”.

“Senza voler entrare nel merito della vicenda degli ultimi arresti, non possiamo fare a meno, una volta per tutte, di prendere coscienza che i cittadini abruzzesi, ora, hanno il sacrosanto diritto di dire basta”. Lo ha dichiarato il sen. Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Idv Abruzzo, alla notizia degli arresti che interessano vicende amministrative del Comune di Spoltore e di altre procedure giudiziarie tutt’ora in corso. “Da troppi anni – prosegue Mascitelli – nella nostra regione, non passa mese che non vi siano avvisi di garanzia, imputazioni e arresti che coinvolgono politici di destra e di sinistra per reati contro la pubblica amministrazione e interessi personali in atti d’ufficio. L’Abruzzo ha ben ragione nell’essere indignato di avere a che fare con una classe politica arruffona e arraffona. Come cittadini, però, non possiamo far finta di credere che l’unica provincia marcia in Abruzzo sia quella di Pescara e quindi rivolgiamo un appello accorato alle magistrature inquirenti delle altre province a tenere molto alta l’attenzione sulle connivenze e collusioni tra politica e malaffare, che continuano a imperversare con le loro ramificazioni. Come rappresentanti delle istituzioni – prosegue Mascitelli – non è più rinviabile il momento in cui tutti i partiti si facciano carico di una forte azione preventiva, di una rigorosa selezione della classe dirigente e di azioni concrete che puntino all’isolamento politico di chi adotta la spregiudicatezza e l’arroganza dei comportamenti a sistema per alimentare una rete di interessi e di clientelismo elettorale”.

La segreteria regionale del Partito Socialista Abruzzo, manifesta “la più totale fiducia nel prosieguo delle indagini che sapranno giungere ad un reale accertamento dei fatti e delle responsabilità”. Lo ha reso noto il segretario regionale Massimo Carugno. “Luciano Vernamonte – sostiene Carugno – sicuramente saprà dimostrare le sua reale posizione in ordine ai fatti contestati. È ragionevoli ritenere che le sorti dell’indagine ne dimostreranno la estraneità. Proprio sulla base di tali convincimenti – aggiunge – si ritiene decisamente spropositata l’applicazione degli arresti domiciliari sia per la natura squisitamente amministrativa dei reati contestati, sia perchè tale provvedimento, arrivando dopo mesi, sarebbe inutile per il prosieguo delle indagini: restano di difficile comprensione quali esigenze di prevenzione si vorrebbero tutelare col provvedimento dell’arresto”. Secondo il segretario regionale del Psi “ancora una volta in Italia la applicazione della carcerazione preventiva desta dubbi e perplessità e si impone ormai una revisione legislativa, in senso garantista, di tale provvedimento limitandola a reati e ad imputati che siano effettivi e concreti portatori di pericolo ed allarme sociale. Si auspica – conclude – che gli arresti domiciliari preventivi vengano rapidamente revocati per consentire a Luciano Vernamonte di difendersi con efficacia e libertà di azione e determinazione”.

“Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che ha coinvolto i vertici dell’amministrazione comunale di Spoltore con le misure restrittive notificate dalla magistratura – dichiara Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato No Rifiuti a Fosso Grande -. I reati contestati al sindaco, all’ex presidente del consiglio regionale e ad altri politici e tecnici coinvolti nella vicenda sono numerosi e diversi: esprimiamo il nostro pieno sostegno all’attività dei giudici e vogliamo massima chiarezza su quanto accaduto. Da un anno facciamo informazione per quanto riguarda la difesa e tutela del territorio e nonostante gli attacchi di certa imprenditoria e di settori della politica trasversali alla destra e alla sinistra siamo andati avanti – conclude Di Pasquale – Non siamo nè manettari nè giustizialisti, ma l’accaduto lascia l’amaro in bocca ai cittadini ed agli spoltoresi puliti che credono e si riconoscono nelle regole e nella democrazia: quando interviene la magistratura la politica ha fallito come successo a Spoltore”.

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