Omicidio Rea, il pool di magistrati di Teramo chiede l’arresto bis per Parolisi

E’ stata depositata nel pomeriggio di oggi all’ufficio del gip di Teramo, Giovanni Cirillo, la richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea – uccisa il 18 aprile scorso nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto – fino ad oggi unico indagato del delitto della donna di Somma Vesuviana. La richiesta è stata firmata dal procuratore capo Gabriele Ferretti e dai sostituti procuratori Davide Rosati e Greta Aloisi. Il giudice per le indagini preliminari dovrà ora decidere se accogliere la richiesta notificando al caporalmaggiore, nell’eventualità, la nuova ordinanza di custodia in carcere. Il gip ha tempo per pronunciarsi entro il 7 agosto prossimo. Salvatore Parolisi è tutt’ora rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto ad Ascoli Piceno a seguito della richiesta della misura cautelare presentata alcuni giorni fa dal sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Monti e firmata dal gip Carlo Calvaresi. La procura di Teramo ha confermato le accuse formulate dalla procura di Ascoli.

Intanto ancora nessuna traccia dell’uomo che ha telefonato il 20 aprile scorso per segnalare la presenza del corpo della giovane mamma a nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto. Secondo alcuni esperti si tratta di una persona tra i 45 e i 55 anni e nella telefonata è sembrato alquanto frettoloso con l’operatore del 113. Gli inquirenti però hanno qualche dubbio che si tratti di qualcuno di Teramo. Nelle parole dialettali pronunciate, infatti, l’uomo avrebbe descritto luogo e posizione della donna con parole che non fanno parte del dialetto locale, ma dell’ascolano. Inoltre, si sta cercando di sapere se chi ha telefonato è arrivato alla stazione degli autobus di Teramo su un bus di linea proveniente da Ascoli Piceno pochi minuti prima della telefonata alla polizia.

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