Assassinio di Melania Rea, gli inquirenti indagano per scoprire se Parolisi abbia avuto un complice

Le indagini continuano sul caso di Melania Rea e non mancano i colpi di scena. Ora si fa strada che il marito possa avere avuto un complice. Il fascicolo del caso è passato in mano alla Procura di Teramo per competenza territoriale. Ma questo non ha impedito alla polizia di continuare produttivamente ad avanzare nelle indagini. Dopo un secondo mandato d’arresto per Parolisi, compare nell’ipotesi investigativa una seconda persona che sarebbe coinvolta nell’omicidio. Dall’autopsia sarebbe emerso che il corpo avrebbe subito delle violenze post mortem. Seguendo questa traccia l’accusa sta vagliando la possibilità che il marito di Melania abbia incaricato un’altra persona di compiere questa violenza sul corpo della donna. Prende corpo un’altra ipotesi anche sulle modalità dell’omicidio. Melania è stata aggredita alle spalle: e se fosse stata un’altra donna? La giovane madre era di corporatura robusta, si sarebbe potuta difendere avendo il suo assassinio davanti. Invece, pochissime tracce nelle sue unghia, tra le dita delle mani e sui vestiti.

Comunque, per verificare se qualcuno è tornato sul luogo dell’omicidio, gli inquirenti stanno analizzando anche il telefono di Melania. Dalle prime analisi del traffico telefonico era risultato che il telefonino è stato acceso e subito spento il mattino del 20 aprile scorso nel luogo del ritrovamento del corpo.

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