Goletta Verde in Abruzzo: “Occasione unica per la regione l’area protetta lungo l’Adriatico”

“L’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina pone la regione abruzzese di fronte ad una sfida cruciale: valorizzare le attività produttive locali coinvolgendo attivamente le comunità locali in un processo partecipativo che sappia ottimizzare le potenzialità del territorio. La grande sfida sta proprio nel farsi protagonisti di una nuova idea di Area protetta, intesa come un laboratorio di sostenibilità aperta a tutti e animata da chi la abita. Per vincere questa scommessa sarà dunque necessario saper interpretare ed affrontare i cambiamenti in corso, trovare un luogo di elaborazione per dare risposte efficaci e praticabili ai bisogni della collettività. Per questo oggi ci facciamo portatori di questo messaggio, consegnando una lettera che vuole aprire un dialogo e nuove possibilità per il futuro, un futuro sostenibile che veda l’Abruzzo una regione protagonista di cambiamenti politici, sociali e ambientali”.

E’ quanto ha detto Stefano Ciafani, portavoce di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente, arrivata in Abruzzo e che ha dedicato la sua attenzione ad una tematica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio: l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Consegnando una missiva al Coordinatore ed ai Componenti del tavolo Tecnico Regionale di lavoro per il Parco, Legambiente si inserisce in un dibattito già molto acceso a livello locale evidenziando con chiarezza la propria posizione che vede da sempre la realizzazione di Parchi e delle Aree protette come grandi opportunità di sviluppo sostenibile per i territori e per le popolazioni locali interessate. “Superare il preconcetto culturale che vede i progetti di tutela della natura come limiti per il territorio è una necessità ed una opportunità per la Costa teatina – afferma Luzio Nelli della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo -. Un parco infatti, non nasce contro qualcuno, ne contro qualcosa; un parco nasce per preservare la biodiversità, per garantire gli equilibri idrogeologici, per tutelare il paesaggio e per valorizzare attività compatibili. L’idea di parco è quindi, un idea di futuro che implica, a differenza di quanto accaduto fino ad ora, una maggiore sinergia degli enti locali nel pianificare un territorio al di là dei propri confini comunali e un maggiore protagonismo del mondo agricolo nel suo importante ruolo di produttore di beni comuni. L’agricoltura per la Costa teatina riveste un ruolo chiave capace di integrare appieno la dimensione ambientale con quella economica e culturale così come auspicato anche dalla nuova politica agricola comunitaria”.

Legambiente ritiene che vada superata la discussione “parco sì, parco no”, generica e sbrigativa, spesso demagogica e frequentemente basata sulle paure, in modo da far cogliere la giusta attenzione e le reali opportunità a chi si accinge ad affrontare una scelta politica consapevole ed importante nell’interesse dell’Abruzzo. Per tale motivazione la Regione deve adoperarsi verso il Parlamento ed il Ministero per ottenere una proroga dei tempi di commissariamento in modo da individuare una soluzione il più possibile condivisa e concreta.

Va ricordato che gli obiettivi e le strategie della Costa teatina, la Regione Abruzzo li ha indicati, in piena e perfetta autonomia a partire dal 1990, nel Piano Paesistico Regionale e definitivamente confermati nel 2000 nel Quadro di Riferimento Regionale: il tutto quindi, molto tempo prima della proposta nazionale del parco.

 

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