Sanità, il Consiglio di Stato lascia chiuso l’ospedale di Guardiagrele

L’ospedale di Guardiagrele, per ora, può essere restare chiuso.

Il Consiglio di Stato, infatti, a seguito dell’udienza dello scorso 29 luglio, ha depositato due ordinanze con le quali ha dichiarato la improcedibilità dell’istanza cautelare. Si tratta dei provvedimento pronunciati dal Consiglio di Stato nell’ambito dei due appelli promossi dal commissario per la sanità contro le sentenze con le quali il TAR Abruzzo aveva annullato il Programma Operativo 2010, appelli nei cui confronti il gruppo di centrosinistra al comune di Guardiagrele si è costituito contestandone la fondatezza e insistendo per l’esecuzione delle decisioni del TAR che salvavano i piccoli ospedali, con essi, l’intero servizio sanitario regionale..

Il Commissario aveva anche chiesto di sospendere l’esecutività delle sentenze.

La terza sezione ha dichiarato improcedibile l’istanza di sospensione considerato che con il D.L. n. 98/2011 come convertito in legge n. 111/2011 (art. 17, comma 4, lett. C), gli atti amministrativi oggetto del giudizio sono stati trasfusi in una fonte di rango legislativo, donde deriva quanto meno la carenza di interesse attuale degli appellanti alla concessione della richiesta misura cautelare di sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata.

Il Giudice Amministrativo, in sostanza, ha preso atto del fatto che le sentenze sono state di fatto annullate dal decreto legge 98/2011 (la recente manovra finanziaria).

Si tratta di una decisione che chiude la fase cautelare della sospensione della sentenza e tutto è rinviato alla discussione sul merito.

“Non si tratta dell’ultima parola sulla questione perché la partita definitiva si giocherà in sede di merito. Il problema è che ci troviamo di fronte ad un provvedimento poco coraggioso che non tiene conto del fatto che anche in questa fase, vista la palese illegittimità del decreto legge che ha salvato i provvedimenti che il TAR aveva annullato, la Corte Costituzionale, poteva essere investita del problema.

Il Consiglio di Stato ha solo rinviato al merito questo passaggio ineludibile, ma temiamo che ulteriori ritardi potrebbero portare il nostro ospedale ad un punto di non ritorno.

Cosa si fa adesso? Innanzitutto invitiamo alla massima vigilanza per evitare che, esattamente come lo scorso anno, vengano adottati provvedimenti in un periodo nel quale si pensa di poter agire indisturbatamente.

E’ chiaro che non daremo tregua a chi pensa di aver raggiunto il risultato, a chi ritiene che con l’intervento del Governo l’operato dell’Ufficio commissariale ha ricevuto un premio, a chi non dice chiaramente qual è il prezzo che l’Abruzzo paga per il declamato pareggio di bilancio”.

Il TAR L’Aquila, intanto, è stato già investito dell’esame della situazione nell’ambito del terzo dei ricorsi promossi dal gruppo consiliare di centrosinistra al comune di Guardiagrele che risulta fissato per il prossimo 7 settembre. Il TAR attendeva un segnale dal Consiglio di Stato e questo è arrivato.

“Noi ci auguriamo che il TAR abbia il coraggio di sollevare immediatamente la questione di legittimità costituzionale che noi abbiamo rappresentato immediatamente dopo l’adozione del decreto e, cioè, da oltre un mese – affermano i rappresentanti di Guardiagrele il bene comune -. Resta, per ora, un grosso problema politico che vede un presidente commissario premiato dal suo governo quando, se solo si volessero applicare i principi del federalismo, avrebbe dovuto essere rimosso. Ci chiediamo, poi, quale legittimità possano ancora avere da oggi in poi, gli atti di un Commissario che, per il fatto di avere raggiunto il pareggio di bilancio – come continua a dire e come Roma avrebbe accertato – non ha più motivo di essere in carica. Da chi prende positivamente atto di questa situazione, ci aspettiamo un esame più approfondito del problema: i cittadini dell’Abruzzo interno sanno bene quale prezzo stanno pagando per la disattivazione dei piccoli ospedali e presto tutti si renderanno conto del fatto che da qui a qualche settimana il servizio sanitario regionale sarà sostituito dal deserto”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *