Il centro sinistra stringe i tempi per costruire un’ampia forza alternativa in Abruzzo

Inizia la costruzione dell’alternativa di governo della Regione. Questa mattina, nel complesso Aurum di Pescara, si sono infatti riuniti i segretari regionali Silvio Paolucci (Partito Democratico), Alfonso Mascitelli (Italia dei Valori), Gianni Melilla (Sinistra ecologia e libertà), Marco Fars (Prc-Federazione della sinistra), Antonio Macera (Pdci-Federazione della sinistra), Marialucia Santarelli (Verdi) e Massimo Carugno (Partito Socialista), per iniziare la costruzione di un nuovo centrosinistra aperto ai movimenti civici, alle forze sociali e politiche alternative al centrodestra, a quei mondi nei quali sta crescendo la voglia di partecipazione attiva. I segretari regionali dei partiti, che hanno deciso questa mattina di non andare in ferie proprio per la costruzione di questo progetto, hanno definito una prima agenda su cui lavorare fin dai prossimi giorni, partendo dalle primarie, dal codice di autoregolamentazione delle candidature, dai punti programmatici come lavoro, sanità e politiche sociali, ambiente, beni comuni. È stato anche stilato un primo documento comune che fungerà da base di partenza.

“L’Abruzzo ha bisogno di cambiare pagina. La cattiva gestione della destra alla Regione e in molti Enti locali si accompagna ad una pericolosa indifferenza verso le gravi problematiche economiche e sociali degli abruzzesi, alle prese con la più grave crisi strutturale del Dopoguerra aggravata dai pesanti ritardi nella ricostruzione post-sisma. In soli due anni e mezzo l’Abruzzo ha compiuto pericolosi passi indietro sul piano economico e industriale, annullando la visione strategica che puntava a inserire la nostra regione nel contesto dell’Italia Centrale: oggi il centrodestra sta riconducendo l’Abruzzo fra le Regioni del Meridione.

A questo scivolamento sociale ed economico fa da sfondo una gestione irresponsabile delle istituzioni, con il rifiuto di ogni regola di trasparenza e confronto sia con i rappresentanti delle stesse istituzioni che con le forze imprenditoriali e sindacali. La sottoscrizione di un documento comune e l’autoconvocazione a Roma voluta da tutte le sigle del mondo del lavoro testimoniano la gravità senza precedenti della condizione abruzzese. Da noi parte oggi un appello alle energie migliori dell’Abruzzo che si rifiutano di rassegnarsi al declino della regione e credono profondamente nelle sue forze e nelle sue capacità. Oltre quello che fa emergere la destra, c’è un Abruzzo pronto a rimboccarsi le maniche per segnare una nuova via di sviluppo e crescita sostenibile”.

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