Rocca San Giovanni, le opposizioni chiedono confronto per arrivare a progetti condivisi sul Parco della Costa

Rocca San Giovanni ha il 30 del suo territorio vincolato per la presenza della riserva naturale “Fosso delle farfalle” e una buona parte di esso si trova nel bel mezzo di quello che sarà – almeno si spera – nel Parco della Costa dei Trabocchi. Per queste ragioni, il gruppo consiliare di minoranza Insieme per Rocca, attraverso un manifesto comparso in questi giorni nella località frentana, chiede che venga avviato un dibattito pubblico al sindaco Gianni Di Rito e alla maggioranza che lo sostiene per poter ricercare una posizione comune per “il Parco nazionale che sarà un importante riconoscimento del valore “nazionale” del nostro territorio costiero, caratterizzato da parecchie aree già vincolate dai Piani Paesistici, dai siti SIC e dalle riserve regionali, per il loro grande pregio ambientale. Così è stato possibile salvaguardare Punta del Turchino e del Guardiano (San Vito), Il Fosso delle Farfalle e la Pinetina (Rocca San Giovanni), la Foce del fiume Sangro e la Lecceta (Torino di Sangro), Punta Aderici (Vasto).

Con il Parco – si legge nel manifesto – questi beni possono essere gestiti in mo- do unitario e coerente dall’assemblea dei Comuni, trovare una migliore difesa e valorizzazione, diventare delle risorse economiche con il decollo del turismo verde.  Il Parco nazionale migliora la qualità della vita dei residenti perché è uno strumento che tutela la salubrità dell’aria e dell’ambiente; dà più valore al patrimonio naturale, storico, artistico e culturale (Rocca è inserita tra i Borghi più belli d’Italia), considerato la principale risorsa a disposizione di una comunità; abitua a stili di vita sobri; ha come scopo principale quello di consegnare alle generazioni future un ambiente protetto e non cementificato; introduce cioè un rinnovamento sul piano culturale e civile, prima che economico. Non solo. Il Parco può coesistere con l’agricoltura, favorisce lo sviluppo economico di un territorio e di una comunità, offrendo maggiori possibilità occupazionali e un miglioramento del reddito delle famiglie;  con le risorse annuali del Ministero consentirebbe un più efficace presidio del territorio con la realizzazione e la manutenzione di percorsi – natura, di interventi a difesa del verde. Si impedirebbero attività quali la caccia, la realizzazione di impianti di estrazione e lavorazione di idrocarburi, discariche e impianti di trasformazione e incenerimento di rifiuti. Rocca San Giovanni avrebbe tutto da guadagnare dal Parco, per questo auspichiamo che si abbandoni la contrapposizione e la demagogia e si passi a un confronto sul merito dei problemi, come la perimetrazione e alla zonizzazione.

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