Delitto Rea, in procura a Teramo i familiari di Parolisi

Il padre, il fratello e la sorella di Salvatore Parolisi sono stati ascoltati oggi come testimoni dai sostituti procuratori Greta Aloisi e Davide Rosati nell’ambito delle ulteriori indagini sull’omicidio di Melania Rea. Oltre ai due magistrati, presenti il comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Teramo e alcuni carabinieri di Ascoli Piceno che si occupano delle indagini. La loro deposizione è considerata utile per tracciare il profilo del caporalmaggiore, accusato di omicidio pluriaggravato, ma soprattutto per sapere dei colloqui intercorsi tra Parolisi e la sorella alla quale aveva fatto cenno di “cose brutte avvenute in caserma”.

L’avvocato di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti, ha liquidato come inverosimile l’esistenza di un tesoretto intestato al caporalmaggiore accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea. “Non esiste. Sono solo sciocchezze, è solo fantasia. Non so chi metta in giro queste cose – ha detto Biscotti. Sulle economie del sottoufficiale in carcere da 40 giorni, la procura di Teramo sta indagando dopo che anche il tribunale del Riesame che ha respinto la richiesta di revoca della detenzione in carcere, larvatamente fa intendere quale altro possibile movente dell’omicidio della donna di Somma Vesuviana il rischio del mantenimento di lei e della bambina in caso di separazione. Questo rischio avrebbe determinato un’esposizione economica difficile, impensierendo Parolisi che avrebbe voluto iniziare una nuova vita con Ludovica, una delle sue ex reclute. Biscotti che insieme al collega Nicodemo Gentile vuole dimostrare l’assoluta estraneità di Parolisi al delitto, respinge al pari delle altre ipotesi tracciate dalla procura, anche il movente economico.

Intanto sarà depositato nel fine settimane il ricorso in Cassazione per la revoca degli arresti di Salvatore Parolisi. Al caporalmaggiore, detenuto nel carcere di ‘Castrogno, come è noto il tribunale del Riesame aveva bocciato una settimana fa il ricorso presentato dai suoi difensori contro l’ordinanza del gip di Teramo Giovanni Cirillo che aveva firmato l’arresto bis del sottufficiale. Nella memoria che sarà prodotta agli “ermellini” sarà tracciata una nuova tesi difensiva rafforzata rispetto a quella prodotta ai giudici aquilani che hanno negato la libertà di Parolisi.

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