trasloco degli alunni di 7 Istituiti di Scuola Superiore di Avezzano, critica Lucia Proto (IdV)

In questi giorni di fine agosto, la Provincia dell’Aquila ufficializza il così detto piano di trasloco degli alunni di 7 Istituiti di Scuola Superiore di Avezzano. Si tratta dello spostamento completo e contemporaneo di circa 4.000 persone tra alunni, docenti, personale di servizio e amministrativo di queste scuole in altre sistemazioni, container e altri spazi disponibili sul territorio del Comune. La Coordinatrice Donne dell’IDV Abruzzo, Lucia Proto, ritiene che “tale delicata ed importante operazione non può essere decisa e ufficializzata a pochi giorni dall’inizio dell’anno Scolastico 2011-2012 ma doveva essere studiata e ufficializzata già da tempo, così le persone interessate avrebbero potuto approfondirne meglio le modalità”. Lucia Proto ritiene inoltre “che i lavori di ristrutturazione di 7 edifici scolastici vadano organizzati per coppie di edifici e per fasi successive e non contemporaneamente. Questa estate, si sarebbero dovuti già iniziare i lavori in due edifici, mentre le scuole erano chiuse, in questo modo si sarebbe potuto già accedere a questi ed utilizzarli eventualmente d’appoggio per gli altri e così via. Anche perché gli edifici non erano stati dichiarati ‘inagibili’ dopo il terremoto e sono stati utilizzati. Perché le relative gare d’appalto non sono state organizzate in un arco di tempo più vasto? Soprattutto, questo piano di trasferimento andava studiato insieme al personale scolastico, alle famiglie degli alunni e agli organizzatori dei servizi della mobilità di Avezzano per meglio adeguarsi alle necessità di tutto il territorio e degli operatori sociali, così il programma sarebbe stato completato in due anni senza che venissero recati gravosi disagi ai cittadini. I professori, le segreterie e le stesse famiglie – prosegue Lucia Proto – conoscono bene i disagi organizzativi dovuti all’elaborazione degli orari e della programmazione scolastica che si hanno all’inizio dell’anno; così come è stato ufficializzato dalla Provincia, a questo normale svolgimento dell’iter scolastico si andranno a sommare problemi consistenti di organizzazione strutturale e fisica del personale e degli alunni, con i notevoli disagi legati alla mobilità e all’accessibilità su tutto il territorio di Avezzano. Tra l’altro e quale aggravante, l’amministrazione comunale ha reso noto che ancora una volta, non potrà investire sulla creazione di collegamenti urbani dei mezzi di trasporto pubblico di ben 5 popolosi quartieri di Avezzano: Scalzagallo, Pulcina, via Cupello, via Garibaldi e Borgo Angizia; quindi, oltre all’attuale difficoltà di accessibilità, si sommeranno disagi ulteriori per coloro che provengono da questi quartieri. Come al solito, operazioni di rilevanza fondamentale sia fisica e organizzativa del territorio, sia culturale e sociale vengono effettuate con approssimazione, in modo individuale e trattando gli alunni, i ragazzi, le famiglie e i lavoratori, semplicemente come oggetti da spostare e non come persone. In questo momento di crisi della produttività nazionale e regionale, la scuola deve ritrovare una funzione centrale sia di tipo sociale che economico, deve servire a formare persone capaci di riscoprire le nostre risorse produttive legate alla storia della nostra Regione e alla sua bellezza. E’ necessario addentrarsi con sensibilità e coscienza nei problemi della sua struttura organizzativa e nelle esigenze di chi la vive giorno per giorno. E’ bene ricordare che la crisi economica che viviamo e’ anche stata causata dall’abbandono della cultura, dalla sua sottovalutazione e dalla mancata valorizzazione del lavoro svolto dalla stessa scuola”.

 

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