Partita da Pescara la protesta nazionale contro i tagli del Governo che colpiscono i disabili

Almeno 200 persone, tra cui 52 disabili in carrozzina, accompagnatori, lavoratori dell’indotto e comuni cittadini, provenienti da tutto l’Abruzzo, hanno celebrato a Pescara i funerali di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento per protestare contro i tagli al sociale previsti dalla manovra finanziaria. Un lungo corteo funebre ha sfilato per oltre mezz’ora in piazza Italia, passando davanti alla Prefettura e al Comune del capoluogo Adriatico. In testa al corteo, oltre ad un complesso musicale vestito a lutto, c’era un carro funebre contenente una carrozzella, seguito dalle carrozzine vuote delle persone con disabilita gravi che hanno aderito all’iniziativa, pur non potendo essere fisicamente presenti. Tanti i cartelloni e gli striscioni con scritte come, ad esempio, «figli di un Dio minore» o «l’olocausto silenzioso dei disabili». Alla manifestazione, organizzata dalle diverse associazioni di disabili della regione, hanno preso parte diversi esponenti del mondo politico, tra cui il deputato pescarese Vittoria D’Incecco (Pd), che, vestita a lutto con tanto di velo nero, ha parlato di una «vergogna», il segretario regionale del partito democratico, Silvio Paolucci, che ha definito la manovra un «disastro», il capogruppo dei verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale, e i consiglieri regionali Marinella Sclocco (Pd) e Nicoletta Verì (Pdl).

La protesta, hanno fatto sapere gli organizzatori, è partita da Pescara a livello nazionale, e nei prossimi giorni sarà riproposta, con un nuovo funerale, anche a Roma, davanti a Montecitorio. «È a rischio la sopravvivenza dei disabili e di tutto l’indotto – ha affermato il Disability manager e presidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm), Camillo Gelsumini -, stanno mettendo in ginocchio l’intero settore. È una vera e propria catastrofe umana, sociale ed economica». «La manovra finanziaria è scellerata, le notizie che arrivano sono devastanti – ha detto il Disability manager e presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante -. Eravamo già in difficoltà per i tagli al fondo per le Politiche sociali. Chiediamo un impegno preciso e chiaro a tutti i politici presenti, perchè le politiche sociali non esistono più. Lo hanno chiamato welfare, ma mi chiedo cosa ci sia di benessere. Questa manovra finanziaria – ha concluso – non può essere pagata da chi ogni giorno soffre e dalle loro famiglie». La consigliera regionale e presidente della Quinta Commissione consiliare permanente, Nicoletta Verì, si è impegnata, anche a nome di altri colleghi, a convocare, il primo giorno utile, una riunione per la redazione di un documento da inviare a livello nazionale. «Saremo vicini a queste persone, non solo fisicamente, ma fattivamente con ordini del giorno, emendamenti e mozioni, garantendo il nostro apporto in Aula contro queste decisioni vergognose – ha commentato invece la deputata Vittoria D’Incecco (Pd) -. Hanno ragione a protestare perchè stanno tagliando i fondi proprio a questa fascia fragile. In questo modo viene leso il diritto alla salute e anche all’autosufficienza, vengono tagliati i servizi». Secondo il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, il Governo «ha perso la bussola: non si colpiscono le uniche sacche di rendita del Paese, parlo della patrimoniale sui grandi patrimoni o prelievi di solidarietà ai veri ricchi, mentre si continuano a decurtare le uniche garanzie fondamentali per tante fasce deboli della nostra società». Per il capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale, «non è possibile che chi ha più bisogno di cure e assistenza paghi gli errori dei politici e della malagestione delle risorse pubbliche. Ritengo che i Governi che non sono capaci di assistere i più bisognosi – ha sottolineato – siano profondamente incivili».

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