Lanciano, il Procuratore Menditto si presenta: “Massima attenzione per contrastare le organizzazioni criminali”

La prima visita è stata al carcere di Lanciano per conoscere da vicino quella realtà nella quale sono ospitati 340 detenuti. La casa circondariale di Villa Stanazzo, d’altro canto, è importante: ci sono numerosi carcerati per reati associativi di stampo mafioso. Una struttura che risente, come molte altre, di problemi di sovraffollamento. Lo ha detto il nuovo procuratore della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto, che oggi ha voluto incontrare la stampa frentana. Un’occasione per esprimere le sue prime sensazioni sulla città e sul suo territorio ma anche per porre in evidenza la strada che il suo ufficio intende seguire.“I cittadini devono sapere che questo è un presidio di giustizia dove si perseguono reati e si esercita l’obbligatorietà dell’azione penale nel pieno rispetto dei diritti della difesa, un presidio dove tutti sono trattati allo stesso modo – ha affermato con chiarezza il Procuratore -. “L’attività, ora che l’ufficio è al completo, ci permetterà di aumentare il nostro lavoro – ha aggiunto Menditto, rivolgendosi al sostituto Rosaria Vecchi, che negli ultimi due anni, con incessante impegno, è stata la reggente della Procura -. C’è il rischio di filtrazioni della criminalità organizzata anche in Abruzzo. Soprattutto camorra. Anche a Lanciano. Ho avuto subito la sensazione che qui c’è un tessuto sociale, rispetto a Napoli, forte e coeso, ma non dobbiamo sottovalutare la pericolosità delle organizzazioni criminali, sempre pronte a infiltrarsi laddove c’è possibilità di guadagni. Ci sarà attenzione anche sulle attività bancarie qualora non rispettino le norme sul riciclaggio”. Che l’Abruzzo corra seriamente il pericolo infiltrazioni lo dimostra la forte attenzione rivolta da magistratura e forze dell’ordine alla ricostruzione de L’Aquila. Stesse attenzioni per Lanciano, che potrebbe offrire delle opportunità, tra non molto, con l’approvazione del nuovo piano regolatore. E che a capo della Procura sia arrivato un magistrato che fino a poche settimane fa era alla sezione Antimafia del Tribunale di Napoli potrebbe non passare come una semplice coincidenza. L’esperienza di Menditto potrà essere fondamentale per assicurare all’intero territorio un’efficace azione di controllo. Non circoscritto alla sola Fentania, ma creare le basi per un’azione sinergica tra le procure vicine.

Si sofferma sull’ipotesi di chiusura dei tribunali non provinciali con meno di quindici giudici che il governo sta valutando nell’ambito della manovra finanziaria il sostituto procuratore del Tribunale di Lanciano, Rosaria Vecchi: “Sopprimere un ufficio piccolo non significa andare incontro alle esigenze della giustizia, anzi, un tribunale come quello di Lanciano riesce a dare delle risposte al cittadino in tempi rapidi e tempestivi. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per difendere questo Tribunale.

All’incontro negli uffici della Procura, anche il direttore del casa circondariale di Lanciano, Massimo Di Renzo, e il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati del Foro di Lanciano, Sandro Sala. Di Renzo ha colto l’occasione per sottolineare come “le condizioni di vivibilità nella struttura di Villa Stanazzo sono molto precarie. E’ un’isola pugliese-campana-calabrese nel territorio abruzzese: nel 2010 i detenuti erano 327, oggi 340 detenuti a fronte di una capienza di 180. L’organizzazione del carcere risente di un ulteriore appesantimento dovuto al fatto che i detenuti non si possono incontrare per la natura dei reati per i quali sono stati condannati: quelli della sezione di massima sicurezza, detenuti per reati associativi importanti, sono circa la metà. Ci sono poi i collaboratori di giustizia – ha aggiunto Di Rienzo – e i detenuti comuni: grazie all’azione di Marco Pannella – il leader dei Radicali Italiani che ha recentemente promosso lo sciopero della fame per portare l’attenzione del Paese sulla questione del sovraffollamento delle carceri italiane, ndr – qualcosa si sta muovendo in Senato. Non voglio parlare di amnistia, non mi compete, ma dobbiamo tutti riflettere sulla questione del sovraffollamento delle carceri in Italia”. Il 25 maggio scorso i detenuti del carcere di Lanciano hanno aderito per due giorni allo sciopero della fame promosso dal deputato radicale Marco Pannella per denunciare le condizioni di sovraffollamento e “per chiedere di scontare il debito con lo Stato in maniera dignitosa”.

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