Omicidio Rea, Parolisi ricorre in Cassazione. Dai pm di Teramo le amiche di Melania

I legali di Salvatore Parolisi hanno depositato questa mattina il ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila, che il 23 agosto ha confermato la detenzione in carcere a Teramo, per il caporalmaggiore dell’Esercito accusato di aver ucciso a coltellate la moglie, Melania Rea. Secondo gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, la decisione dei magistrati aquilani ha diversi punti deboli, con “risposte superficiali ad una robusta quantita’ di obiezioni difensive su molte cose”. Nel merito, i due legali contestano “i dati sull’ora della morte della donna, poi la rivelanza delle sei presunte tracce di dna estraneo trovato sul corpo di Melania, (femminili e maschili) e l’analisi delle celle telefoniche nella zona tra Colle S. Marco di Ascoli e Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo, dove il cadavere venne trovato il 20 aprile scorso, due giorni dopo la scomparsa della 29enne di Somma Vesuviana”.

Intanto sono arrivate alla procura di Teramo, a un’ora di distanza l’una dall’altra, Valentina Esposito e Immacolata Rosa, le due amiche del cuore di Melania Rea. La prima a varcare la soglia degli uffici dei due sostituti procuratori che hanno in mano l’inchiesta, Davide Rosati e Greta Aloisi, è stata Valentina. La ragazza, amica di infanzia di Melania e anch’essa di Somma Vesuviana, è colei che ha smentito le dichiarazioni di Ludovica Perrone, la soldatessa amante di Parolisi. Melania, aveva raccontato la ragazza ai pm di Ascoli Piceno, aveva intimato a Ludovica di lasciare Salvatore altrimenti le avrebbe “stroncato” la carriera nell’Esercito, circostanza questa negata da Ludovica.
Dopo lei verrà ascoltata Immacolata, la donna alla quale Melania in una telefonata aveva detto di essere venuta a conoscenza di “qualcosa di molto brutto”

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