La vera riforma è unire Chieti e Pescara

La platea del teatro Fedele Fenaroli non era piena come si sperava, ma il dibattito che è scaturito nel corso dell’assemblea pubblica organizzata dal Comune e dall’Ordine degli Avvocati sulla revisione delle circoscrizioni dei tribunali minori, che in Abruzzo taglierebbe Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona, è stato senza dubbio importante: vuoi perché sono state messe in chiaro le criticità della proposta di riforma del governo, vuoi perché sono state indicate alcune soluzioni sulle quali sviluppare ragionamenti con i quali contrastare, nelle sedi opportune, il progetto. Quali? Anche nell’antico teatro frentano è tornata prepotentemente alla ribalta la questione area metropolitana, sulla cui istituzione, oggi più di ieri, la politica deve affrettarsi a decidere. Solo così, altre parti d’Abruzzo, potranno tornare a respirare e si avrebbe una migliore distribuzione dei servizi sui territori a tutto vantaggio dei cittadini. Se è vero che bisogna guardare con sempre maggiore attenzione ai risparmi, è altrettanto vero che nella nostra regione non ha più motivo d’essere una situazione che vede, a poche decine di distanza l’una dall’altra, non solo due tribunali, ma due grandi ospedali, due prefetture, altrettante questure, province, comuni, compagnie di carabinieri, di guardia di finanza. Un primo tentativo per intraprendere questo percorso è stato fatto, nei giorni scorsi, da Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, che hanno iniziato a ragionare sulla possibilità d’unire le Province di Chieti e Pescara. Una strada che dovrebbe essere seguita anche per i tribunali di Chieti e Pescara, come auspicato nel suo intervento dal presidente del tribunale di Lanciano, Ciro Riviezzo: “Bisognerebbe unire la giurisdizione delle due città e portare invece i comuni della Provincia di Chieti nelle circoscrizioni degli altri tribunali provinciali, così da aumentarne i territori di competenza. Si potrebbero approvare le tabelle infradistrettuali, per creare un organico di magistrati che possano girare tra i tribunali del distretto. Da 20 anni dico che le tabelle infradistrettuali potrebbero essere la chiave di volta, si può creare l’organico provinciale dei magistrati e favorire la specializzazione delle competenze. In quanti, anche nella magistratura, si sono opposti a questo progetto? E gli avvocati? C’e’ stata una miopia politica sulla questione. Solo se saremo capaci di costruire un progetto alternativo alla soppressione dei tribunali, potremo dare un’alternativa a quelle forze parlamentari che vogliono preservare i presidi di giustizia del territorio – ha detto Riviezzo che ha criticato la legge delega del governo -. Il progetto di riforma delle circoscrizioni giudiziarie con una legge delega senza stabilirne prima i criteri è sbagliato, assurdo e ampiamente incostituzionale. Non ci sono criteri precisi per la riorganizzazione degli uffici. La Costituzione prevede che l’ordinamento giudiziario sia coperto da riserva di legge, ed è quindi il Parlamento a dover decidere sulla questione dell’organizzazione nel territorio della giustizia, non il Governo con una legge delega senza criteri informatori. L’effetto sarebbe l’assalto alla diligenza: si scelgono prima i tribunali da sopprimere e poi si scrivono i criteri”.

Anche in altri interventi si è parlato di unire i tribunali di Chieti e Pescara. Lo ha fatto l’avv. Marco Di Domenico, che è anche consigliere comunale del PdL, il quale ha ribadito che se così non fosse “il pericolo per la soppressione del tribunale di Lanciano sarebbe forte. Eppure il nostro tribunale risponde alla domanda di giustizia di oltre 40 comuni, ha sul proprio territorio l’area industriale più importante del centro sud. Far venir meno un baluardo così importante potrebbe significare aprire le porte a pericolose infiltrazioni malavitose, desiderose di trarre profitti da progetti di sviluppo, quali la Costa dei Trabocchi e il potenziamento della ferrovia Sangritana”. Nel corso del confronto, al quale hanno partecipato l’onorevole Lanfranco Tenaglia, il procuratore della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto, l’assessore provinciale Remo Di Martino, il consigliere provinciale Paolo Sisti, amministratori locali, il presidente dell’ordine dei commercialisti, Ermando Bozza, si è parlato anche della possibilità di lavorare sul progetto di unificazione dei tribunali di Lanciano e Vasto.       

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